Racconti di mare in tempesta: Melville, Pirandello e gli altri grandi in omaggio con il nostro giornale

Un affascinante viaggio tra avventure, miti, metafore della vita stessa. Si parte domenica 28 marzo con la prima uscita. Ecco il piano dell'opera con temi e autori dei cinque libri in regalo

La letteratura, quantomeno la letteratura occidentale, nasce dal mare. Dall’Odissea a Moby Dick e oltre, il mare ha nutrito l’immaginario narrativo di tanti scrittori. Il mare è fonte di storie e di racconti, un grande scrigno che conserva e tramanda avventure, emozioni, miti e leggende, trattati di esplorazione e navigazione, cronache presenti e passate di traffici e guerre. Dal mare è nata la vita, e della vita stessa il mare è un’immensa metafora, teatro di naufragi, perdite e rinascite, tempeste e bonacce, orizzonti da inseguire e abissi misteriosi.

Per cinque domeniche, a partire dal 28 marzo, cinque libri in regalo con il tuo quotidiano, grazie al contributo di Fincantieri e alla collaborazione di Giulio Einaudi Editore, porteranno i lettori a compiere un lungo viaggio fra i più noti e famosi racconti di mare di ogni tempo.

Si comincia dunque il 28 marzo con “Vite di mare”, che raccoglie racconti di Joseph Conrad, Honoré de Balzac, Daniel Defoe. «Lo sapete, compagni, ci sono certi viaggi che sembrano fatti apposta per spiegarti la vita, che potrebbero ergersi a simbolo dell’esistenza», dice Marlow, il protagonista di “Giovinezza”, il racconto di Conrad che apre il primo volume. È la storia della navigazione di un ventenne ufficiale in seconda sul piroscafo “Judea”, vecchia nave scassata che attraversa tempeste e marosi, infestata dai topi, fino a consumarsi tra le fiamme di un incendio. Come la giovinezza del secondo si consumerà nel tempo, ma senza mai dimenticare «il mare buono e duro, il mare salato e aspro, che ti parla sottovoce, ti urla contro, ti toglie il fiato».

“Bucanieri, pirati e ribelli” è il titolo della seconda raccolta di racconti, in omaggio domenica 4 aprile. Le penne di Hermann Melville, Arthur Conan Doyle, Jack London e Jules Verne tirano fuori storie di predoni del mare, «uomini (...) - scrive Melville - che persecuzioni, avversità, segreti torti che non riuscirono a vendicare, avevano allontanato dalla società cristiana tra le melanconiche solitudini e le colpevoli avventure del mare».



Dickens, Pirandello, Verga, Scott Fitzgerald raccontano invece quei luoghi simbolo nel navigare che riassumono in sé il senso dell’andare e del tornare, il limite fra terraferma e mare, fra il noto e l’ignoto: i porti. “Da un porto all’altro” è il terzo titolo, in omaggio domenica 11 aprile.

Lì, nei porti, le navi trovano ricovero, e le storie approdano da lidi lontani per essere diffuse e condivise. Oppure partono, le navi, dai luoghi d’imbarco, come nel racconto di Pirandello “Tra due ombre”, dove a bordo di un piroscafo in partenza da Napoli alla volta delle Sicilia, Faustino Sangelli, con al seguito la sua famiglia, «tre ragazzi malvestiti, e con quella moglie grassa e ridicola che strillava», incontra con vergogna un rivale d’amore della gioventù, Silvestro Crispo. Silvestro ha sposato la bellissima e un tempo contesa Lillì - chi l’avrebbe mai detto - e adesso eccolo lì, sulla stessa nave, mentre il mare fa da specchio ai fallimenti esistenziali di Sangelli. Ed è nei porti che si fanno i “Giuramenti di marinaio”, come titola la novella di Giovanni Verga, quelle promesse assolute che fanno e disfano sentimenti, pronunciate nei porti dove «non ti senti più tanto sicuro di nulla», come scrive Scott Fitzgerald in “Traversata tempestosa”.



E quando si parla di mare il pensiero corre immediato alle “Tempeste e naufragi”, cui è dedicato il quarto libro in edicola domenica 18 aprile.

Qui troviamo Salgari, Stephen Crane, D’Annunzio, Turgenev, Edgar Allan Poe, alle prese ciascuno con la sua tempesta, con il suo naufragio. Ogni vita rischia un naufragio, ma il peggiore di tutti è quando - come nel racconto di Crane - il naufrago arriva nei pressi della salvezza, della terraferma, ma la scialuppa si ribalta. E allora se salvezza ci sarà, il prezzo da pagare sarà molto alto, e là «dove il vento portava agli uomini sulle terre emerse» si sente «l’eco della voce profonda del mare».

Ma il mare è un universo vasto dove c’è un “sopra” e anche un “sotto”. Se tra i flutti - placidi o tempestosi che siano - si raffigura il compiersi della tragedia o della commedia umana, il mondo sommerso è il regno del mistero, del buio e del silenzio, dei relitti perduti, della natura profonda e oscura dove si agitano le “Creature degli abissi”. E questo, nelle edicole domenica 25 aprile, è il titolo del quinto e ultimo testo della raccolta dedicata alla letteratura del mare. Con Geroge Wells, Hans Christian Andersen, William Butler Yeats, Franz Kafka entriamo nella dimensione più immaginifica, fantastica e recondita del mare. Calamari giganti, serpenti marini, sirene che custodisco le anime dei pescatori annegati, leviatani. E un Poseidone che sembra un ombroso e dispettoso capoufficio. Prodigi dove si riflettono e mescolano gli stessi dubbi, incubi e speranze che tante volte idealmente affidiamo al mare. —


 

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