Ai medici di Vo’ il premio dei frati,: sono loro i “buoni” di Sant’Antonio

Simonato, Gallea e Sostini scelti come esempi dall’Arciconfraternita padovana. Con loro anche don Fabio Stevanazzi e il professore di Acilia Nando Benessio

PADOVA. Dove cercare il bene, di questi tempi, se non nei luoghi della pandemia? Se n’è convinta anche l’Arciconfraternita di Sant’Antonio, che nel riorganizzare la cerimonia di premiazione del Premio della Bontà di Sant’Antonio - edizione numero 46 - ha deciso di attualizzare il tema. Così agli studenti delle scuole, primi destinatari di questa iniziativa così ricca di significati, i frati hanno indicato una nuova strada per individuare i testimoni del bene: «Un luogo, o un monumento, può essere testimone di storie o eventi di bontà e solidarietà che hanno lasciato tracce nelle nostre città e paesi. Racconta ciò che puoi scoprire nei luoghi in cui vivi». I luoghi individuati sono, appunto, quelli della pandemia. E gli “esempi” da seguire sono quelli dei medici che su questo fronte si sono spesi.

I vincitori


Il premio andrà quindi ai tre giovani medici che, con slancio di generosità, si sono presi cura della zona rossa di Vo’ durante i giorni più critici del lockdown: Maria Teresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini che hanno sostituito i medici di medicina generale del paese e che per questo, proprio l’altro ieri, hanno ricevuto l’onorificenza di cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. Ma saranno premiati anche don Fabio Stevanazzi e il professor Nando Bonessio. Il primo è il sacerdote medico che a metà marzo ha dismesso temporaneamente (dopo il permesso dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini) i paramenti sacri nella parrocchia di Santa Maria Assunta a Gallarate, ed è sceso in prima linea per rispondere all’emergenza Covid-19, tornando a fare il medico, come prima di entrare in seminario. Il secondo è colui che ad Acilia, vicino a Roma, ha raggiunto a casa una ragazza in difficoltà per consentirle di svolgere l’esame di terza media dal suo telefono.

La cerimonia

La premiazione è stata fissata per domenica 22 novembre alle 11 in Basilica. Ci sarà prima una messa celebrata dal delegato pontificio monsignor Fabio Dal Cin, poi verso mezzogiorno la consegna dei premi. Il tutto sarà trasmesso in diretta su Rete Veneta e in streaming sul sito web della tv. «Più che un Premio della Bontà», commenta il priore dell’Arciconfraternita, Leonardo Di Ascenzo, «quello di quest’anno desidera essere un semplice riconoscimento francescano e antoniano: non un’onorificenza ma un “grazie” e una proposta che facciamo ai giovani, incarnata da esempi davvero meritori di persone che proprio in questo momento così difficile segnato dalla pandemia da Covid 19 si sono spese per gli altri, sia in ambito sanitario che in ambito di fede con l’esempio di don Fabio Stevenazzi. Desideravamo non interrompere la tradizione del premio, a maggior ragione proprio in questo anno così difficile e sofferto. Ecco quindi l’idea di dedicare il Premio della Bontà ai luoghi e alle tristi vicende legate alla pandemia che ci hanno mostrato tantissimi esempi di altruismo nel campo sanitario, in quello della scuola e nella chiesa». —


 

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