Valpolicella La vita di campagna una preziosa eredità

Un boom edilizio di pregio la trasformò nel Rinascimento oggi le sue dimore sono cantine e aziende da visitare



Dici Valpolicella e pensi subito ai suoi grandi vini. Ma non si può non pensare anche alla sua altissima densità di dimore di alto valore storico e architettonico, a uno dei siti archeologici più importanti d’Europa, a uno dei Borghi più belli d’Italia. Perché la vicinanza a Verona, la particolare vocazione agricola, la salubrità ambientale sostenuta dalla ricchezza d’acqua e di vegetazione, ne hanno sempre fatto una meta prediletta per famiglie signorili che hanno scelto, magari solo per qualche periodo l’anno, la vita “di campagna”.


Il felice connubio

E questo fin dall’antichità, come testimonia la villa romana (II-III sec.) di Ambrosan, tra San Pietro in Cariano e Fumane, con il suo essiccatoio per le uve per la produzione del vino retico, anche se il boom edilizio di pregio avvenne nel Rinascimento, con quella “civiltà della Villa” che ne presidiò con 110 ville padronali i generosi terreni: aziende agricole architettonicamente rilevanti che in parte, oggi, continuano o hanno ripreso a essere tali. Come Villa Santa Sofia, a San Pietro in Cariano, iniziata nel 1560 su disegno di Palladio e costruita su commissione di Marcantonio Serego, anche se il grandioso progetto venne in realtà compiuto solo in piccola parte e ciò che si può vedere oggi è circa un terzo del disegno originale: è oggi sede di una azienda vinicola e la visita consente di ammirare al meglio l’edificio e i suoi giardini. (santasofia.com).

Sempre nel segno del felice connubio tra ville e cantine storiche, la vicina villa Ottolini-Lebrecht, risalente al XV secolo, ma profondamente rinnovata in stile eclettico verso la metà del XIX secolo, è sede dell’Università di Enologia, visitabile compatibilmente con le attività accademiche (tel. 045.6835631). Legata alla famiglia Serego è anche un’altra delle ville più celebri della Valpolicella: Villa Serego-Alighieri di Gargagnano. Il nucleo antico risale a Pietro Alighieri, figlio di Dante, ed è tutt’oggi proprietà dei discendenti, anche se è stata oggetto, nei secoli, di modifiche e di ampliamenti che si leggono negli stili differenti di strutture e decori. Immersa nei vigneti (è l’azienda vinicola e cantina più antica della Valpolicella), è aperta ai visitatori ed è possibile soggiornare nella foresteria; le sale ospitano convegni ed eventi. (seregoalighieri. it).

Teatro di verzura

Nella zona di Negrar non si può non citare Villa Rizzardi, soprattutto per il Giardino di Pojega, gioiello barocco voluto dal conte Rizzardi nel 1783: un’area enorme disposta su tre livelli, con un teatro di verzura di ispirazione greca, labirinti di bosso e cipressi (pojega. it). Non distante c’è Villa Mosconi Bertani, edificio di origine cinquecentesca ampliato nel Settecento aggiungendo il parco romantico di otto ettari in stile inglese. Dopo alcuni anni di abbandono, a metà del Novecento è tornata a risplendere grazie alla famiglia Bertani che ne ha fatto sede di rappresentanza della sua cantina; è possibile visitarne interno, giardini, vigneti e cantine. (mosconibertani.it). —

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