Revine, due laghi e un tesoro che viene da lontano

In una zona di alto valore paesaggistico e naturalistico la scoperta di un antico insediamento palafitticolo

REVINE. Un dedalo di vicoli tra le case in pietra e viottoli scoscesi tra i prati, cinti dai boschi delle Prealpi e pervasi da una quiete che sembra irreale. E poi l’acqua. Anzi: due specchi d’acqua, separati da una stretta lingua di terra e intitolati uno a San Giorgio e l’altro a Santa Maria. Il primo è correntemente chiamato Lago di Lago, per un gioco di parole con il nome della frazione in cui insiste, e insieme sono la principale, ma non la sola, attrattiva del comune di Revine Lago.

L’origine


I due laghi sono di origine glaciale (formatisi fra 30 mila e 15 mila anni fa) e fino al XIII-XIV sec. erano un unico lago circondato da terreno paludoso. Sono state le bonifiche iniziate già in età molto antica a mutare la fisionomia del bacino originale. Le attività agricole e il riporto fluviale hanno progressivamente ristretto la superficie del Lago di Lago (quello a ovest, il più ampio) tanto che fu poi necessario approfondire il canale emissario Tajada (1878) e il canale barche che collega i due attuali laghi (1923). Insomma: se la storia geologica è iniziata millenni fa, l’idrologia è stabile solo da qualche decennio. Fu proprio durante gli scavi del canale delle barche, nel 1923, che fu ritrovata una spada databile alla media età del bronzo (XIV sec. a.C.) che, assieme ad altri piccoli ritrovamenti successivi, fece nascere qualche sospetto sulla valenza archeologica del sito. Ma fu nel 1987 che a Colmaggiore, a cinquanta metri dallo stesso canale delle barche, fu scoperto il più grosso, e finora unico, insediamento palafitticolo scoperto nel Veneto Orientale, databile tra il tardo Neolitico e l’età del bronzo, ossia dalla fine del IV agli inizi del II secondo millennio a.C.. Per valorizzarlo, sulla sponda occidentale del Lago di Lago è stato creato, nel 2007, il Parco Archeologico Didattico del Livelet, con un villaggio palafitticolo ricostruito, corredato da strutture coperte e semi-coperte, per laboratori di archeologia imitativa e iniziative didattiche per tutte le età, anche per le scuole. (parcolivelet.it).



Da quest’area parte un percorso naturalistico-turistico che costeggia i due bacini, uniti da una passerella in legno che unisce Revine Lago a Tarzo, sull’altra sponda dei laghi: una struttura piuttosto recente che ha dato di fatto l’avvio al percorso del nuovo “Parco dei Laghi e della Vallata”, istituito per aumentare la fruibilità dell’area senza impatti sul sito, dotato anche di postazioni per sperimentare la realtà aumentata che permettono di conoscere ed esplorare gli angoli più affascinanti di questo habitat.

Le case di pietra

E oltre al fascino naturalistico, Revine Lago offre anche la suggestione dei quattro antichi borghi con le case in pietra locale spesso arricchite da antichi portici: Lago, con i suoi accessi stretti tra le case di pietra; Revine, con le sue facciate affrescate con immagini sacre; Santa Maria, con la sua antichissima chiesa e i ruderi dell’ancor più antica chiesa di San Martino; la piccola Sottocroda che pare sospesa nel tempo: un incanto dopo l’altro. —

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