Padova verde L’Orto Botanico e i tanti giardini

Dietro i portoni dei palazzi ci sono gioielli segreti e privati ma sono tante le aree pubbliche da scoprire e godere



In una città come Padova, in cui la piazza più grande e celebre si chiama “Prato”, non sorprende che siano numerosi i parchi e i giardini storici, come è sempre oggetto di attenzione e di progetti di valorizzazione un “Parco delle Mura e delle Acque”, quella cintura verde costituita dalle mura cinquecentesche della città e dal sistema delle acque collegato, ricco di verde naturale. Per ora il parco è un progetto, ma i manufatti storici e gli spazi verdi collegati sono patrimonio a disposizione di tutti, come altri giardini storici cittadini.


culla di scienza

E anche se non è propriamente “pubblico”, una narrazione del verde di Padova non può che iniziare proprio da quell’Hortus Simplicium universitario nato nel 1545 per mettere a disposizione degli studenti un Horto Medicinale per coltivare, osservare, studiare e sperimentare le piante medicinali indigene ed esotiche. E che è oggi è il più antico Orto Botanico universitario ancora esistente nel luogo di fondazione, che “Rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura”, come afferma la motivazione con la quale, nel 1997, l’Unesco l’ha inserito tra i Patrimoni dell’Umanità. Perché non si tratta di un semplice itinerario tra piante: l’Orto Botanico di Padova è un’esperienza del sapere ammantata di bellezza, ricca di storia e proiettata nel futuro, grazie all’avveniristico Giardino della Biodiversità, una delle serre più innovative del mondo, inaugurato qualche anno fa. (ortobotanicopd.it). Non molto lontano sorge anche il più antico parco della città: il Giardino Treves, progettato da Giuseppe Jappelli (autore anche del Caffè Pedrocchi) tra il 1829 e il 1845. È un giardino romantico all’inglese nei pressi delle mura, un tempo appartenente a una villa ora non più esistente, con viali e sentieri irregolari in cui si susseguono saliscendi e vedute inattese. La Seconda Guerra Mondiale lo privò di alberi e di alcune significative costruzioni, e l’incuria del periodo successivo ne sconvolse lo scenografico progetto originale. Divenuto di proprietà comunale nel 1958, grazie a un profondo restauro ha ritrovato l’originario assetto arboreo e arbustivo, i suoi antichi camminamenti, i manufatti e reperti ornamentali originali sopravvissuti agli scempi. Inoltre, nuovi alberi, arbusti e piante fiorite lo hanno ulteriormente impreziosito.

Intorno agli Scrovegni

Sempre a ridosso delle mura cinquecentesche, al Bastione della Gatta, il Giardino della Rotonda propone invece lo stile tipico della fase di transizione tra Liberty e Déco in cui sorse assieme alla grande cisterna circolare costruita sull’area negli anni Venti: è punteggiato di fontane e ninfee, terrazze, gradoni e viali in ghiaia. L’arte e la storia dialogano, poi, con il verde anche al centro del tessuto storico urbano: i Giardini dell’Arena cingono di sentieri e aiuole fiorite lo straordinario spazio pubblico tra i resti dell’anfiteatro romano scoperto a fine Ottocento e la Cappella degli Scrovegni. —

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