Lio Piccolo, nell’isola che non c’è il tempo si è fermato

Silenzi irreali, storia, panorami di commovente bellezza nel litorale nord della laguna di Venezia

LIO PICCOLO (VENEZIA.). L’isola che non c’è, un’oasi del tempo che la marea montante della modernità non ha ancora sommerso. Nel litorale nord della laguna di Venezia, Lio Piccolo è una zona extraterritoriale rispetto al mondo di tutti i giorni, avvolta in un’ovattato e inverosimile silenzio: dietro il quale però sedimenta una millenaria attività umana.

Camminare e pedalare


Lo testimoniano i resti, in parte immersi nell’acqua, di due grandi case-emporio con ricchi pavimenti in mosaico di epoca romana. Sì, perché Lio Piccolo è stato ai tempi della “caput mundi” un fiorente scalo commerciale, collegato a quella Altino fiorita già a partire dal V secolo avanti Cristo sul margine nord occidentale della laguna. E divenuta ben presto uno strategico punto di incrocio tra le merci provenienti dal centro-est europeo attraverso le Alpi orientali, e quelle del bacino mediterraneo veicolate attraverso l’Adriatico.

Niente auto, per esplorarla: camminare e pedalare sono le due sole soluzioni per assaporare fino in fondo la suggestione dei luoghi. A partire dal palazzetto Boldù, due piani più il granaio, le cui origini risalgono al Seicento, ma che sorge in un’area abitata già nei dintorni del Mille.

La famiglia da cui l’edificio ha preso il nome ne divenne proprietaria nella seconda metà del Settecento. Siamo nel minuscolo cuore antico di Lio Piccolo, con una manciata di case raggruppate attorno al palazzo e alla chiesa di Santa Maria della Neve: anche questa fatta erigere dai Boldù, sulle rovine di un precedente edificio sacro. Più tardi, verso la fine dell’Ottocento, se ne sarebbero presi cura i benemeriti padri armeni mechitaristi, cui si deve la costruzione dello svettante campanile alto 22 metri.

Ma questo è solo il punto di partenza. Oltrepassata valle Sacchetta, ci si trova di fronte a un’autentica perla: il minuscolo borgo di Mesola, zona abitata fin dal Trecento, dove sorge un piccolo oratorio di origine seicentesca dedicato a Santa Maria del Carmine, e il convento. Il primo impatto è con un ampio focolare sporgente dalla parete, sormontato da un grande comignolo quadrangolare. Le sue origini risalgono al 1380 quando qui sorse un monastero di suore; viene ritenuto uno degli insediamenti più antichi della cristianità in laguna.



Al tramonto

La meta successiva è Saccagnana, cui si arriva percorrendo gli argini di viale Zanella: nome riferito all’edificio principale del borgo, la casa padronale Zanella, appunto, classico esempio di villa rinascimentale veneziana edificata nella prima metà del Cinquecento, sottoposta una ventina di anni fa a un restauro integrale. A due passi, un oratorio del Settecento.

Un suggerimento: Lio Piccolo va gustata soprattutto al tramonto, magari percorrendo proprio il Viale del Tramonto, un itinerario specifico da imboccare ai piedi del ponticello sul canale Pordelio, che conduce attraverso valli da pesca e barene, con lo skyline delle montagne sullo sfondo, e l’odore di salmastro nell’aria. 

 

LE FRAZIONI

Lio Piccolo fa parte del comune di Cavallino-Treporti, nel litorale nord della laguna di Venezia, tra Piave e Sile, fiumi che nel corso di lente ere geologiche hanno modellato il territorio, trasportando sabbia e detriti. Si articola in 12 frazioni: oltre a Lio Piccolo, Lio Grando, Cà Ballarin, Cà Pasquali, Cà Savio, Cà di Valle, Cà Vio, Cavallino, Mesole, Punta Sabbioni, Saccagnana, Treporti. 

LA NATURA

Il tempo ideale per Lio Piccolo è la primavera, ma ogni stagione ha il suo fascino. È un luogo popolato da gabbiani e aironi, cormorani e garzette, sterne e germani reali, fenicotteri rosa e pettegole. Si può andare in barca nelle valli da pesca e campi di carciofi; e più di un contadino è pronto a vendere le tipiche “castraùre” ricavate dal carciofo violetto.

I FARI

Vicino a Lio Piccolo, due fari: quello del Cavallino, eretto a metà Ottocento, alto 48 metri e ricostruito dopo la seconda guerra mondiale in cui i tedeschi l’avevano distrutto; e quello di punta Sabbioni, detto “Pagoda”, iniziato a fine Ottocento. Meritano una visita la chiesa di S. Maria Elisabetta a Cavallino e quella della Ss Trinità a Treporti.

LE TEGNUE

La zona presenta anche un’opportunità riservata ai subacquei: le Tegnùe, scogliere sommerse attorno alle quali si estende un’area protetta, oasi di tutela biologica. Il nome viene dal dialetto, e significa “trattenute”. Si sono formate nell’arco di almeno quattro millenni grazie alla presenza di alghe rosse calcaree e di molluschi ed altri invertebrati. 

 

Come: si arriva in auto da Jesolo o in vaporetto da Venezia scendendo a Treporti e proseguendo con Atvo 95 fino a Prà di via Saccagnana.

L'idea: è possibile esplorare la zona di Lio Piccolo in bicicletta: è possibile noleggiarle sul posto. vivilabici. it/index. htm. 

 


 

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