Le isole di Venezia: storia, silenzio e orti nella laguna

Torcello, San Francesco del Deserto e Sant’Erasmo: così diverse tra loro e tutte così straordinarie

VENEZIA. La storia e le leggende di Torcello; i generosi orti di Sant’Erasmo; la pace dei giardini di San Francesco del Deserto. Le oltre sessanta isole della Laguna di Venezia sono microcosmi ambientali in cui la storia e le tradizioni hanno disegnato paesaggi diversissimi uno dall’altro.

Spesso raggiungibili con il trasporto pubblico di linea, emanano fascinazioni sorprendenti. E se questo inusuale arcipelago di meraviglie è troppo vasto da descrivere qui, a portata di escursione giornaliera non si possono non includere almeno alcune delle isole della Laguna Nord.

Echi bizantini


A cominciare da Torcello, raggiungibile in cinque minuti da Burano con i traghetti della linea T (che partono ogni mezz’ora) e che fin dal lungo cammino che costeggia il rio principale avvolge con le sue atmosfere arcaiche fino a imbattersi nel celebre Ponte del Diavolo che il maligno avrebbe costruito in una sola notte: quasi una passerella senza spallette che introduce in una zona di soli orti. Proseguendo,l’immersione nella storia si fa vibrante di echi bizantini, tra la chiesa di Santa Fosca (XII sec.), le fondazioni dello scomparso battistero dedicato a San Giovanni e la millenaria basilica di Santa Maria Assunta.

E la lettura della storia dell’isola prosegue nel gotico palazzo del Podestà, sede del Museo provinciale di Torcello, mentre una delle tante leggende dell’isola ha la forma del cosiddetto “trono di Attila”. Tornando a Burano, si può poi, raggiungere San Francesco del Deserto con un mezzo privato che in pochi minuti conduce in quella che qui viene chiamata “isola dei frati”: un’isola-monastero di 4 ettari nella quale i francescani conducono visite guidate ogni giorno (tranne il lunedì) fino a fine ottobre, dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17, illustrando il convento, i chiostri, la cappella, il giardino scrupolosamente curato e l’orto, nei quali le giornate scorrono operose, scandite dalla preghiera. I frati sono molto disponibili verso chi desidera un ritiro spirituale di qualche giorno in quest’isola di pura pace e spiritualità dove nel 1120 fu accolto San Francesco di ritorno dalla Terrasanta: si può anche visitare la minuscola stanza di pietra dura che lo accolse.

In bicicletta

San Francesco del Deserto si trova di fronte a Sant’Erasmo, e per raggiungere questa che è una delle isole più grandi e meno conosciute della Laguna ci si può imbarcare sulla linea 13 del trasporto pubblico partendo da Venezia (Fondamente nuove) o da Treporti.

E si arriva in quello che per secoli, e ancora oggi in parte, svolge la funzione di “orto di Venezia”, piacevolissimo da visitare anche in bicicletta, tra grandi orti e pregiati vigneti in cui, grazie alla salinità del terreno argilloso dotato di alta salinità, frutta e verdura hanno un sapore unico, come i celebri carciofi violetti. Fino all’Ottocento Sant’Erasmo era anche un lido vero e proprio di fronte all’Adriatico, prima che la realizzazione delle dighe alle bocche di porto e l’azione di deposito delle correnti creasse la duna di Punta Sabbioni. 

 

LA FORTEZZA

Nella punta meridionale di Sant’Erasmo, una fortezza circolare costruita nel 1843, domina l’antica spiaggia foranea ora completamente all’interno della Laguna. Fu l’arciduca Massimiliano a volerla ed è nota, appunto, come Torre Massimiliana, che domina oggi la lunga e sottile lingua di sabbia molto amata dai veneziani: “El Bacan”. 

I MOSAICI

Nella Cattedrale di Torcello, tra la fine del XI e l’inizio del XII secolo, maestranze bizantine e veneziane realizzarono uno dei più importanti cicli di mosaici. Oltre alla Madonna che risplende di tessere d’oro nell’abside, il Giudizio Universale in controfacciata, nonostante i maldestri restauri ottocenteschi, conserva un'impressionante forza narrativa. 

IL NOME

Il nome di San Francesco del Deserto nacque dopo che Jacopo Michiel donò l’Isola delle Due Vigne ai francescani, nel 1233. La ribattezzata Isola di San Francesco fu, infatti, abbandonata per un periodo nel Quattrocento a causa della malaria e “Deserto” rimase nel nome anche se dal 1453, soppressione napoleonica a parte, è stata sempre abitata dai frati. 

LA CASA

A Torcello si può visitare Casa Andrich, casa-giardino-museo affacciata sulle barene e circondata da orti, dove vissero gli artisti Clementina De Luca e Lucio Andrich e dove si respira l’effervescenza dell’arte degli anni 50-80 attraverso materiali e opere d’arte esposte, in uno scenario dove s'ispirarono anche Ernest Hemingway ed Ezra Pound. (museoandrich.com). 

 

Cosa: tra storia, silenzi, spiritualità e natura delle isole minori della Laguna di Venezia. Per scoprire che “minori” non sono.

Come: le linee di navigazione del trasporto pubblico consentono di arrivare in numerose isole con tempi e costi contenuti. (actv.it). 

 

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