Monte Berico, la fede incastonata nella bellezza

L’apparizione del 1426, la peste sconfitta, la devozione. E una spettacolare balconata protesa su Vicenza

VICENZA. Quando, nel marzo 1426, Vincenza Pasini raccontò prima al Vescovo e poi ai Magistrati di Vicenza che le era apparsa la Madonna mentre andava dal marito che stava lavorando nella loro piccola vigna sul Monte Berico, non ricevette alcuna considerazione. Forse perché era già in età avanzata, oppure perché era un’umile popolana o, ancora, perché chiese ai suoi interlocutori di metter mano alla borsa, per erigere una chiesa dedicata a Maria secondo le indicazioni da lei ricevute per liberare i vicentini dal flagello delle peste.

La prima pietra


Ma quando, due anni dopo, ebbe una seconda apparizione, Vincenza scese in città urlandolo a gran voce ai suoi concittadini che continuavano, intanto, a morire di peste. E fece breccia nella fede popolare. Tanto che pochi giorni dopo fu posata la prima pietra della chiesetta mariana e in tre mesi, mentre la peste decresceva, l’edificio era terminato. E la peste era scomparsa.

Questa la nascita, tra storia, leggenda e fede, del nucleo originario di quello che, con successivi ampliamenti, sarebbe diventato il Santuario della Madonna di Monte Berico. L’umile primitiva chiesetta fu poi ampliata a fine Quattrocento in stile gotico e poi inglobata in una successiva in stile barocco alla fine del Seicento, per realizzare la quale fu tra l’altro demolito un primo ampliamento del 1576 progettato da Andrea Palladio. Una rapida successione di estensioni che indica la crescente devozione che da sempre si raccoglie intorno alla Basilica, una delle mete della fede mariana più importanti nel mondo, che domina la città con le sue tre identiche facciate barocche popolate di statue di Orazio Marinali e con l’inconfondibile campanile realizzato nel 1825 su progetto di Antonio Piovene.

Il suo cuore, nonostante le preziose architetture e le numerose opere d’arte di grande pregio che custodisce (su tutte, la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese, attualmente in restauro), resta la “Statua della Madonna”, una scultura in pietra dei Berici colorata, realizzata nel 1428-30 da Nicolò da Venezia sul luogo delle apparizioni, ora sopra l’altare maggiore. (monteberico.it).



La memoria

Ma Monte Berico è anche un luogo di memoria, teatro di vicende che vanno dalla campagna d’Italia di Napoleone nel 1796 fino alla fine del secondo conflitto mondiale, passando per il Risorgimento, quando fu il fulcro delle difese cittadine durante la battaglia del 10 giugno 1848 (celebre l’episodio del principe del Liechtenstein fulminato da un colpo di moschetto mentre irrompe a cavallo nella chiesa), come ricorda l’ossario dedicato ai caduti austriaci sul sagrato della Basilica, quasi di fronte al monumento ai “Caduti per l’indipendenza d’Italia”.

E lo fu durante la Grande Guerra, come testimonia la lapide firmata dal generale Diaz nel piazzale della Vittoria davanti alla Basilica, il “balcone di Vicenza” dal quale ammirare un panorama che inquadra la città e la pianura coronate dalle cime teatro di alcuni tra i più sanguinosi conflitti. 


 

I PERCORSI

Si può arrivare al Santuario in auto o attraverso due caratteristiche vie pedonali. La più antica è quella delle Scalette (1574): 192 gradini che iniziano con un arco monumentale attribuito a Palladio. Il percorso dei Portici, ultimato nel 1780 su progetto di Francesco Muttoni, è lungo 700 metri: 150 arcate ripartite in 15 gruppi che evocano i Misteri del Rosario. 

IL MUSEO

Il Museo del Santuario custodisce una raccolta d'arte sacra dal XV al XX secolo, spaziando da paramenti e arredi alle opere pittoriche, sia affrescate che dipinte su tela. Particolarmente significativa è la selezione dedicata agli ex voto, con le testimonianze, a volte avvincenti, di storie di vita e di fede. Solo su appuntamento. (tel. 0444. 559445). 

IL PIAZZALE

Fino al 1920, da Monte Berico non si godeva della vista sulla città, nascosta da una collina che fu sbancata per creare uno spiazzo su cui realizzare un’opera per celebrare la vittoria della Grande Guerra. Ma la vasta area che si creò piacque così tanto che non si sentì il bisogno di collocarvi un monumento. Infatti lo divenne essa stessa: è il Piazzale della Vittoria. 

LE VILLE

Dall’inizio dell’ultimo tratto (rettilineo) del percorso dei Portici, una passeggiata di una ventina di minuti consente di ammirare due capolavori palladiani. Imboccando prima via D’Azeglio e poi la suggestiva via San Bastian (pedonale), si può arrivare facilmente a Villa Valmarana ai Nani e, proseguendo, a Villa Capra-Valmarana, la celeberrima Rotonda. 

 

Festa patronale: l’8 settembre, a Vicenza, si celebra la festa della Madonna di Monte Berico, istituita nel 1917 e diventata patronale nel 1978. 

Il luogo: dal Piazzale della Vittoria antistante il Santuario, si apre un’ampia balconata su tutta la città e sulle Prealpi Vicentine. 

 

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