Asolo, i cento orizzonti parlano al cuore

Una passeggiata sulle tracce di intellettuali e artisti  che nel tempo hanno scelto questo luogo felice

ASOLO (Treviso). Fu di un inglese l’idea di giocare con il nome di Asolo trasformandolo in un gerundio, per indicare lo stato d’animo di felicità che accompagna quelle passeggiate che fanno scoprire la bellezza del perdersi nei propri pensieri godendo di un paesaggio.

L’incanto


E fu un’ottima idea, tanto che – al di là dei suoi alti meriti letterari – è quantomai opportuno che l’incantevole via che conduce al cuore del borgo sia stata intitolata a Robert Browning. A lui, che appena ventiseienne scoprì il fascino della “Città dai cento orizzonti” (come la definì Carducci) che ospitò la veneziana regina di Cipro Caterina Cornaro e la sua corte rinascimentale, e ambientandovi un’opera drammatica (Pippa Passes) contribuì in modo determinante a far conoscere Asolo nel mondo, soprattutto agli anglofoni.

A lui, che ritornò ad Asolo solo in età già matura e che poi morì a Venezia poco dopo aver pubblicato il suo “Asolando”, scritto nella casa Tabacchi sull’attuale via Browning, celebre per la successione di botteghe, osterie e negozi sotto i suoi portici, base di eleganti palazzi affrescati, pur se con i colori piuttosto sbiaditi. Ma Browning seppe anche trasmettere il suo amore per Asolo al figlio Pen, che attraverso le sue relazioni ne fece uno dei “luoghi d’incanto” di artisti inglesi o americani che vi soggiornarono o che vi stabilirono la loro dimora.

A spasso per Asolo, la città dei Cento orizzonti

Come fece, ad esempio, il fotografo americano Herbert Young Hammerton, che acquistò la villa e lo splendido giardino lasciati poi in eredità alla viaggiatrice letterata Freya Stark, che frequentò Asolo fin da bambina e la elesse poi a buen retiro dove visse fino a 100 anni, dopo essere riuscita persino a intercedere presso Churchill per evitare che il borgo fosse bombardato. E che nella sua villa – nel cui lussureggiante giardino è stato ritrovato anche un teatro romano, recentemente restaurato – ricevette anche molte visite illustri, tra le quali quelle della sua amica Regina Madre.

Sempre grazie alle amicizie della famiglia Browning, inoltre, giunse ad Asolo l’edimburghese famiglia Campbell, la cui casa asolana poggiata sull’arco della trecentesca Porta di Santo Spirito divenne in seguito l’agognata ultima dimora della mitica Eleonora Duse, innamorata del “bello e tranquillo paesetto di merletti e di poesia”, tanto da aver espressamente scelto di riposare nel cimitero di Sant’Anna.



Case che parlano

Senza contare che Asolo fu anche amatissima dai nobili veneziani, come testimoniano quasi una trentina di ville di grande pregio. E che nel silenzio del Foresto Vecchio, poco lontano dalle porte del borgo, si rifugiò anche Gian Francesco Malipiero, che richiamò ad Asolo molti altri musicisti di fama internazionale, tra i quali Igor Stravinsky. È l’insolito intreccio tra genius loci e respiro internazionale a farne una città dal fascino nobile ed esclusivo. Che un asolano per scelta, l’architetto e storico dell’arte Manlio Brusatin, ha felicemente definito “rara città di case che parlano”. 

 

IL PASSO LENTO

Ad Asolo tutto è “a due passi”: una trama fitta di luoghi speciali da scoprire a passo lento. Meglio evitare l’affannosa ricerca di un posto libero tra i pochi parcheggi del centro storico e lasciare l’auto in quelli a poche centinaia di metri fuori dalle mura medievali. Anche perché la breve passeggiata di avvicinamento svela molti scorci artistici e naturalistici. 

LA ROCCA

La duecentesca Rocca simbolo di Asolo, sulla sommità del monte Ricco, si raggiunge con una panoramica passeggiata. Oltre al colossale manufatto, appena riaperto dopo un lungo restauro, offre un panorama che spazia dalle Dolomiti alla Laguna, dal Pasubio al Piave fino al Montello e a tutta la pianura veneta. Aperta al pubblico sabato, domenica e festivi. (asolo.it). 

La "nuova" Rocca di Asolo: così si presenta dopo il restauro

IL MUSEO

Il Museo Civico (Loggia della Ragione e annesso Vescovado) espone parte dei reperti della “Acelum” romana rinvenuti in città, sepolti da una frana scesa dal monte Ricco nel medioevo, che cancellò anche i resti della Asolo paleoveneta. Nel Museo , un’importante pinacoteca e spazi dedicati alle “Signore di Asolo”: Caterina Cornaro, Eleonora Duse e Freya Stark. 

IL CASTELLO

Il Castello di Asolo, del X secolo ma più volte distrutto e riedificato, alla fine del XV secolo fu la residenza di Caterina Cornaro, che diede vita a una vivace corte di artisti e intellettuali, lasciando un'indelebile impronta nella città. Dopo molte traversie e variazioni d’uso è sede del Teatro cittadino; il suo suggestivo cortile è sempre liberamente accessibile. 

Il richiamo: Asolo, uno dei Borghi più belli d’Italia, irresistibile richiamo per artisti e intellettuali di tutto il mondo. (asolo.it)

Il panorama: uno dei più affascinanti panorami sui cento orizzonti asolani si gode dalla Torre Civica, nel complesso del Castello. 

 

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