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Dalla Terra alla Luna passando per la memoria La scienza risponde a fake news senza tempo

L’appuntamento torna in settembre a Padova e celebra la missione Apollo del 1969 e l’anniversario di Leonardo

Silvia Pittarello
2 minuti di lettura



«Non posse non peccare» diceva Sant’Agostino e aveva ragione se anche il Cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, che pure con le verità di fede ha poco ha che fare, ha ceduto alla tentazione di celebrare i due anniversari più importanti del 2019: i 500 anni dalla morte di Leonardo e i 50 dallo sbarco sulla Luna. È la curiosità, dunque, tratto peculiare sia del genio vinciano sia dei super eroi che per primi conquistarono lo spazio, a ispirare questa seconda edizione del Cicap Fest, che torna a Padova il 13 settembre con un programma più che mai ricco e curioso com’è del resto nella natura di questo festival della scienza e della curiosità, appunto, di cui il nostro giornale è media partner.

Ma non ci sono solo i due filoni principali: «No di certo» dice Massimo Polidoro, segretario nazionale del Cicap e direttore del festival. Il primo evento sarà infatti dedicato al dovere della memoria. «Era importante partire da qui perché spesso un fraintendimento della scienza può portare a conseguenze tremende. Come le leggi razziali che, partite da una visione non scientifica e da un abuso degli strumenti della scienza, hanno imposto visioni ideologiche con epiloghi mostruosi».

Il tema riporta ai “classici” del Cicap su pseudoscienza, fake news e ciarlatani e ai tanti eventi che si svolgeranno durante le tre giornate e a un sabato dedicato alla salute. Offre inoltre l’opportunità di approfondire il ruolo sociale della scienza e così cogliere fino in fondo l’importanza che iniziative come questa hanno nel mettere a disposizione di tutti, dei ragazzi in particolare, gli strumenti per sviluppare senso critico.

«Il 2019 festeggia anche i trent’anni del Cicap» ricorda Polidoro. Li racconterà Piero Angela. Ma ci sono anche i 150 anni della Tavola degli elementi e i cent’anni della nascita di Primo Levi che non fu solo scrittore ma anche chimico ed eccellente divulgatore. «Con lui» spiega Polidoro «ci riallacciamo ai temi della scienza, della memoria e della curiosità che muove alla conoscenza e desta il senso critico» e così si legano tutti i filoni, giungendo a quella quadratura del cerchio che tanto sarebbe piaciuta a Leonardo.

Per quanto riguarda la Luna, moltissimi eventi saranno dedicati alle missioni Apollo, si viaggerà con la realtà virtuale e si parlerà degli sbarchi immaginati nei fumetti o nei racconti fantascientifici di Jules Verne. È un modo per fare il punto sul futuro delle imprese spaziali. Ma c’è anche chi continua a chiedersi perché si dovrebbe continuare a investire denaro in questo tipo di ricerca: «Anche a questo cercheremo di rispondere» assicura Polidoro «ben sapendo che si fa fatica a capire che ricerca spaziale e astrofisica non sono scollegate dal nostro quotidiano». Ma ci andremo davvero su Marte? «Ce lo diranno Paolo Nespoli, Roberto Battiston ex presidente Asi, Lucia Votano già Direttore del Laboratori del Gran Sasso, Sandra Savaglio astrofisica e naturalmente il nostro nume tutelare, Piero Angela».

Di Leonardo, invece, si inizierà a parlare sabato pomeriggio. «Lo faremo con alcuni studiosi» spiega Polidoro «in una carrellata di eventi snelli e curiosi, come quello di Marco Malvaldi che presenterà un insolito Leonardo detective, per dare degli stimoli su alcuni aspetti della curiosità di Leonardo come il suo interesse per l’anatomia, il gioco, la magia. Interverrò anch’io per sfoltirne il mito da certe bufale come quella che lo crede creatore della Sindone».

Cicap Fest darà anche voce al progetto “2100 donne contro gli stereotipi” perché «anche quando si parla di scienza le donne non vengono mai coinvolte abbastanza e se mai si inizia, mai riusciremo a cambiare le cose». —



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