Visita guidata al Museo Atestino: ecco gli antichi veneti e le nostre radici

Domenica 28 ottobre, con il Mattino alla scoperta dei reperti degli scavi dalla Bassa ai Colli Euganei 

ESTE. Ha una lunga storia Il Museo Nazionale Atestino, fondato nel 1902 e originato dal Museo Civico Lapidario, creato nel 1834 per merito dell’allora podestà di Este Vincenzo Fracanzan.

Un luogo di cultura che ha trovato casa nel Palazzo Mocenigo di Este e racchiude ritrovamenti preziosi di una vasta parte del territorio: dalla Bassa padovana al cuore dei Colli Euganei. Il Museo Nazionale Atestino sarà meta delle visite guidate speciali organizzate per la community “Noi il mattino di Padova” domenica 28 ottobre (ore 16.30 e 17.30).

Prenota qui la visita gratuita

Una doppia occasione per scoprire la storia e la cultura dei veneti antichi, per seguire l’evoluzione del territorio partendo da reperti e ritrovamenti, raccontati anche attraverso le più moderne tecnologie.

Il Museo nasce più di un secolo fa, un lungo periodo che l’ha visto crescere, in cui è stato oggetto di grandi cambiamenti e adeguamenti.



«Il Museo ha vissuto dei passaggi fondamentali – spiega la direttrice Federica Gonzato – uno dei momenti più significativi è stato senza dubbio negli anni 80, con una fase di nuovi spazi curati dalla dottoressa Annamaria Chieco Bianchi. Fu una tappa fondamentale, in questo nuovo allestimento è entrata a far parte la tomba principesca di Nerka Trostiaia, della prima metà del III secolo a. C. , con il suo prezioso corredo composto da 120 oggetti esposti secondo la disposizione originaria.

Questo reperto è stato inserito al piano terra con un allestimento particolare che sarà possibile vederein occasione delle visite organizzate per i lettori del Mattino».



Il restauro. Nei cinque anni di chiusura sono stati eseguiti lavori radicali di restauro e ristrutturazione ed è stata realizzata, partendo da una revisione scientifica di tutto il materiale, una esposizione completamente rinnovata, corredata da un ampio apparato illustrativo.

Il Museo Atestino è diventato un punto di riferimento per il territorio grazie ad un lavoro e ad una programmazione che, negli anni, hanno cercato di coinvolgere scuole, istituzioni, pensando ad iniziative che potessero interessare un pubblico vasto, bambini e adulti.

«Fu la dottoressa Angela Ruta Serafini, direttrice dal 1992, a iniziare tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000 le attività didattiche» spiega la dottoressa Gonzato «scelse di coinvolgere archeologhe preparate con una logica rivolta ai bambini, ma pure per gli adulti. Noi siamo il museo del territorio, l’agro atestino non è solo Este, i visitatori trovano rappresentati buona parte dei comuni della zona, con reperti, moneti e pezzi rari».

Il rapporto con il territorio, la capacità di coinvolgere il pubblico va di pari passo con la commistione tra antico e moderno. «Un altro passo importante» continua la direttrice «è il nuovo allestimento reso possibile con il finanziamento arrivato per l’adesione al progetto Musst-Musei e sviluppo dei sistemi territoriali. Nella prima Sala, con i manufatti archeologici, dove si illustrano le fasi salienti della preistoria dei Colli Euganei, dal Paleolitico medio all’età del Bronzo recente, sono state aggiunte postazioni multimediali con video creati per avvicinare il pubblico alla vita quotidiana di 40mila anni e alla comprensione dell’iconografia paleolitica».



 

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