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Uno studio sui rami di un ulivo riscrive la storia di Santorini

Pubblicata la ricerca di un gruppo israeliano guidato dal fisico nucleare Elisabetta Boaretto di Montegrotto Terme

Un errore nella data storicamente stabilita per l’eruzione del vulcano di Santorini che devastò l’isola intorno al 1623. A instillare questo dubbio è una ricercatrice originaria di Montegrotto Terme, Elisabetta Boaretto, che con il suo team di ricerca israeliano ha messo in discussione l’esame al radiocarbonio su un ramo d’ulivo affermando che l’isola potrebbe essere stata distrutta 40 o 50 anni dopo la data ufficiale.

La mitica tragedia che segnò la fine della civiltà minoica e diede l’attu ...

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Un errore nella data storicamente stabilita per l’eruzione del vulcano di Santorini che devastò l’isola intorno al 1623. A instillare questo dubbio è una ricercatrice originaria di Montegrotto Terme, Elisabetta Boaretto, che con il suo team di ricerca israeliano ha messo in discussione l’esame al radiocarbonio su un ramo d’ulivo affermando che l’isola potrebbe essere stata distrutta 40 o 50 anni dopo la data ufficiale.

La mitica tragedia che segnò la fine della civiltà minoica e diede l’attuale conformazione all’isola è da sempre sotto la lente d’ingrandimento con ricerche archeologiche che la datavano intorno al 1500 a. C. , poi smentite circa dieci anni fa dall’esame al radiocarbonio di un ramo d’ulivo e di altri semi riemersi dalla lava vulcanica stabilendola attorno al 1623.

Sono proprio gli ulivi a rientrare ora in scena, con questo nuovo studio guidato dalla ricercatrice padovana al Weizmann Institute di Israele, attraverso il metodo del carbonio 14 che collocherebbe la data 40 o 50 anni più avanti, conquistando la pubblicazione su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.

Boaretto è da tempo in Israele in qualità di fisico nucleare e responsabile del Radiocarbon dating laboratory del Weizzman. Secondo la studiosa «gli alberi sono testimoni preziosi per gli archeologi. Il nostro progetto studiava gli ulivi e i semi d’ulivo carbonizzati, molto presenti in Israele e nel Mediterraneo. Incrociando l’età degli anelli del legno e l’acqua contenuta si potrebbe ricavare un database storico del clima del pianeta». L’esperimento è stato compiuto su alberi recenti, per rapportare poi i risultati sul passato. —