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Invito al cinema: giovedì c’è Professione reporter

Terzo film della nostra rassegna gratuita, la pellicola di Antonioni datata 1975, con Jack Nicholson. Qui i biglietti 

PADOVA. Ancora gli anni Settanta per “Invito al cinema” la rassegna gratuita del Mattino di Padova che racconta il giornalismo con film ordinati in senso cronologico e celebra il quarantesimo anniversario del nostro quotidiano.

Giovedì 26 prossimo, terzo appuntantamento sempre alle 20.15, al Fronte del Porto filmclub, la sala 8 pubblica del Porto Astra al Bassanello (via S. Maria Assunta), in collaborazione con Promovies. Si potrà vedere sul grande schermo Professione reporter (The passenger, ...

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PADOVA. Ancora gli anni Settanta per “Invito al cinema” la rassegna gratuita del Mattino di Padova che racconta il giornalismo con film ordinati in senso cronologico e celebra il quarantesimo anniversario del nostro quotidiano.

Giovedì 26 prossimo, terzo appuntantamento sempre alle 20.15, al Fronte del Porto filmclub, la sala 8 pubblica del Porto Astra al Bassanello (via S. Maria Assunta), in collaborazione con Promovies. Si potrà vedere sul grande schermo Professione reporter (The passenger, 1975) di Michelangelo Antonioni.

Cliccate qui per i biglietti gratuiti

In questo modo accedete al nostro portale di registrazione eventidove trovate il titolo del film in programmazione, il giorno, l’ora e un contatore di posti ad esaurimento come al botteghino delle sale.

In questo caso entrate su Professione reporter, premete sul pulsante azzurro “ottieni biglietto”, iscrivetevi con pochi dati (generalità e mail di riferimento), scegliete se volete 1 o massimo 2 poltrone e, appena ricevuto l’ok, visualizzate il biglietto da stampare. E con quello in mano dove solo venire al Fronte del Porto. Chi ha già partecipato alle prime proiezioni ed è quindi già iscritto, grazie alla password può fare direttamente la richiesta.

Il film. Ma torniamo al film di giovedì prossimo. Protagonista Jack Nicholson nel suo anno d’oro. Da rivelazione in Easy Rider (1969) infila nei primi anni 70 perle come Cinque pezzi facili (1970), Conoscenza carnale (’71), Un posto tranquillo (’71), L’ultima corvé (’73) e soprattutto Chinatown di Polanski (’74).

E poi nel solo 1975: Professione reporter, Tommy di Ken Russell, Due uomini e una dote di Mike Nichols e Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman che gli vale il suo primo premio Oscar.

Un attore al suo apice artistico in cui le griffe dei grandi maestri rappresentano altrettante medaglie. Specie quella con Antonioni, il mago dei silenzi e delle pause, dei dialoghi rarefatti. Sfida difficile per chiunque. Al suo fianco la 23enne Maria Schneider un anno dopo L’ultimo tango a Parigi di Bertolucci finito al rogo.

Nicholson interpreta David Locke, un reporter spedito in Africa per servizi sulla guerriglia, che trova un modo insolito per cambiare vita. Sostituirsi a un uomo d’affari morto che gli somiglia e di cui prende passaporto e documenti.

Diventa così David Robertson, ma eredita assieme anche la fama di trafficante d’armi e tanti nemici. Inizia un viaggio fra Londra (nelle strade di Notting Hill dove Antonioni aveva girato Blow up), Marocco e la Spagna (Barcellona, Andalusia) ancora franchista, fotografando luoghi e disegnando una rotta che sta per essere esplorata da giovani di tutta Europa.

È Nicholson il passeggero del titolo che prende il posto e la vita di Robertson e non solo Maria Schneider la ragazza incontrata con cui condivide il viaggio in auto che si conclude alla Plaza de toros di Vera.

Una fotografia dal gusto pittorico, una Spagna dai toni bianchi e aspri: in Professione reporter le scelte stilistiche di Antonioni si esaltano. Magico il piano sequenza finale di 6 minuti con la cinepresa che passa attraverso la grata di una finestra per mostrare l’arrivo della polizia e l’epilogo finale. Un gioco di carrucole, una grata segata e 11 giorni di riprese. Arte e artigianato abbracciati in un’era priva di computer. (f. z.)