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AL FRONTE La battaglia finale poi il tricolore

6 AGOSTO 1916. Alle 7 del mattino le artiglierie italiane aprono il fuoco, lungo una linea che va da Tolmino al mare. Una colonna comandata dal colonnello Pietro Badoglio scala il Sabotino, ne...

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6 AGOSTO 1916. Alle 7 del mattino le artiglierie italiane aprono il fuoco, lungo una linea che va da Tolmino al mare. Una colonna comandata dal colonnello Pietro Badoglio scala il Sabotino, ne espugna la vetta e scende sulla sponda destra dell’Isonzo. Il Podgora resta in mano austriaca.

7 AGOSTO. Riprende la battaglia, con le truppe austro-ungariche rinforzate da altri soldati. Quelle italiane contrattaccano, conquistando quota 188 e il Dosso del Bosniaco. Viene preso anche lo strategico monte San Michele. Nella notte il comando austriaco ordina la ritirata sulla sponda sinistra dell’Isonzo.

8 AGOSTO. Arrivano in città le avanguardie italiane. I fanti del 28mo fanteria Pavia al comando del sottotenente Antonio Baruzzi (medaglia d’oro al valor militare), appartenenti alla dodicesima divisione del generale Fortunato Marazzi, entrano a Gorizia.

9 AGOSTO. Il tricolore italiano sventola sulla città.

10 AGOSTO. Le truppe austro-ungariche abbandonano la parte dell’altopiano carsico a ovest del Vallone, incalzate dall’esercito italiano, che poi passano all’attacco sul Carso.

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