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Vittorio Veneto Film Festival incontro con Parenti e Avati

VITTORIO VENETO. Abbattere muri non è solo questione di forza bruta, ma anche propensione naturale al non perdersi mai d'animo, agendo d’astuzia e raccogliendo il meglio dalle circostanze. Con una...

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VITTORIO VENETO. Abbattere muri non è solo questione di forza bruta, ma anche propensione naturale al non perdersi mai d'animo, agendo d’astuzia e raccogliendo il meglio dalle circostanze. Con una presentazione più minimal del solito, ospitata ieri da Villa Settembrini a Mestre, si è inaugurata ufficialmente la settimana che porterà all’edizione numero sette del Vittorio Veneto Film Festival, la kermesse internazionale di film e cortometraggi (con questi ultimi novità assoluta) che porta ogni anno nel centro storico del Vittoriese centinaia di ragazzi per confrontarsi su un tema sempre stimolante: quello del cinema “applicato” alla quotidianità. Dedicata a Luigi Comencini, l’avventura 2016 del VvFilmF è partita incerta, nella programmazione di questi mesi, minata alla base dalla mancanza di risorse; ma se è vero che dalle emergenze si traggono le forze per superare ostacoli apparentemente invalicabili, allora anche in questa occasione la creatura della direttrice artistica Elisa Marchesini e dell’organizzatore factotum Marco Ardengo si è superata, ancora una volta.

Basti pensare alla qualità degli ospiti che arriveranno a Vittorio Veneto per parlare con i ragazzi: da Neri Parenti, uno dei grandi maestri del genere comico, a Ernesto Fioretti, sceneggiatore e braccio destro del regista Giovanni Veronesi. Chiusura in grande stile con due vere icone della settima arte, quali Pupi e Antonio Avati. Dal 19 al 23 aprile saranno oltre 750 i giovani (dai 6 ai 25 anni) che animeranno le sale e le vie di Serravalle per gustarsi in anteprima otto lungometraggi e altrettanti cortometraggi (accuratamente selezionati) durante le quattro giornate. Temi centrali e di grande attualità, nel cuore festivaliero: i deboli, le donne, i problemi dell’infanzia e della denuncia sociale, la diversità e il bullismo saranno i cardini di opere in prima visione quali “What a New Year!” di Mila Avgust (la celebrazione dell’anno nuovo da parte di un bambino con dei genitori problematici) e “Les Oiseaux de Passage” (Olivier Ringer e la storia di una fortissima amicizia al femminile); si proseguirà con la coproduzione italo-ungherese “Madeleine” e con “Al di là del risultato” del giovane Emanuele Gaetano Forte, alle prese con la storia di quattro ragazzi in un paese senza prospettive. “La Penna di Bruzio”, di Giulia Zanfino, porrà l’accento sulla socialità e le abitudini dei giovani calabresi, mentre “Behind the Urals - The Nightmare Before Chernobyl” di Alessandro Tesei indagherà sul triplice incidente nucleare che sconvolse Mayak negli Urali, un dramma rimasto segreto fino agli anni Novanta. A chiudere, “Quiero Volver a Casa” di Miguel Ángel Mengó e “Zoe” di Ander Duque, storia di una giovane madre e di una figlia alle prese con i problemi di tutti i giorni. Per approfondimenti, informazioni e il calendario completo: vittoriofilmfestival.com.

Tommaso Miele

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