Elon Musk e la fame nel mondo

Elon Musk e la fame nel mondo
1 minuti di lettura

A Glasgow con Cop26 sembra di vedere la nuova stagione di una vecchia serie tv: si susseguono cifre che dovrebbero dare il senso della drammaticità dello stato del pianeta ma che ormai non fanno più effetto come ci fossimo assuefatti; e accordi con altre cifre che dovrebbero indicare che siamo sulla strada giusta ma di cui fatichiamo a percepire la portata (come i mille miliardi di alberi da piantare entro il 2030: fanno 21 alberi al minuto, ma davvero? Ma magari!).  

Non voglio sminuire l’evento in corso ma, a parte alcuni giovani e rari leader politici, è come se il cambiamento climatico fosse sempre colpa di qualcun altro, come se non potessimo farci nulla. O peggio, come se fosse un'occasione per rifarsi una reputazione con investimenti minimi rispetto alle disponibilità. E invece se ce la faremo sarà perché tutti avranno fatto la loro parte: i ricchi e i potenti, gli attivisti e gli operatori delle grandi organizzazioni umanitarie, i giornalisti e l’opinione pubblica. La discussione in corso su Twitter fra Elon Musk e il direttore generale del World Food Programme delle Nazioni Unite dimostra che non è ancora così. David Beasley dice una cosa sacrosanta, ovvero che una piccolissima percentuale dei guadagni astronomici fatti dai super ricchi durante i mesi della pandemia potrebbe aiutare a risolvere la fame nel mondo. La CNN titola che con 6 miliardi di dollari di Elon Musk si potrebbe risolvere la fame nel mondo. Una forzatura. E Musk su Twitter ribatte: se mi dite esattamente come ve li do subito ma deve essere trasparente in modo che tutti possano verificare dove vanno i soldi. Il punto è che 6 miliardi di dollari non bastano certo, quel titolo era sbagliato ma, spiega il World Food Programme, 6 miliardi di dollari salvano 42 milioni di esseri umani dalla fame. Vi sembra poco? 6 miliardi paragonati ai 36 miliardi di guadagno realizzato da Musk solo la scorsa settimana (150 dal marzo 2020). 

Poco dopo l’articolo viene corretto e la cosa finisce lì, come la solita baruffa su Twitter. E i super ricchi restano ricchi, gli attivisti restano attivi, le organizzazioni internazionali spesso restano opache nel rendiconto della loro attività,  i giornalisti restano convinti di essere infallibili anche quando sbagliano,  l’opinione pubblica resta distratta e 42 milioni di persone forse moriranno di fame mentre noi cambiamo canale.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito