Quanto si sono diffusi online gli slogan dei partiti

Quanto si sono diffusi online gli slogan dei partiti
(ansa)
L'alleanza Azione-Italia Viva punta su “Italia sul Serio”, Fratelli d’Italia ha lanciato “Pronti”, la Lega “Credo”, Il Movimento 5 Stelle “Dalla Parte Giusta” e il Partito Democratico “Scegli”
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All’inizio di questa campagna elettorale, mentre gli italiani sonnecchiavano sotto l’ombrellone, e la maggior parte di loro si informava in maniera generica al riguardo, ovvero nella maggior parte dei casi ascoltava distrattamente qualche telegiornale che ne riportava la sintesi, tutti i principali partiti, tranne uno, hanno coniato il loro slogan. L’estrema sintesi di quella che è la loro promessa elettorale e l’invito agli elettori al riguardo.

Ad esclusione di Forza Italia, che non ha scelto nessuna parola d’ordine specifica, l’alleanza Azione-Italia Viva “Italia sul Serio” Fratelli d’Italia ha lanciato “Pronti”, la Lega il controverso “Credo”, Il Movimento 5 Stelle “Dalla Parte Giusta” e il Partito Democratico “Scegli”.

Basta passeggiare per le vie delle nostre città, ma anche dei centri minori, per verificare a colpo d’occhio come i manifesti elettorali di un tempo siano sostanzialmente scomparsi. Ora la partita si gioca sempre più online e sui social.

Ecco che allora DataMediaHub ha analizzato, in esclusiva per ItalianTech, le conversazioni online (piattaforme social, news online, forum e blog) negli ultimi trenta giorni per comprendere quanto, e come, lo slogan di ciascun partito abbia fatto presa sugli italiani.

Fratelli d’Italia e il suo “Pronti”, teso ad indicare la forza e la volontà di governare, tra tutti è quello che ottiene il minor riscontro sino ad oggi. Sono state infatti solamente 8.600 le citazioni, da parte di solo 689 autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (like + reaction + commenti e condivisioni) meno di 60mila soggetti. Davvero poca cosa, e infatti anche la portata potenziale, , la cosiddetta “opportunity to be seen”, ovvero appunto l’opportunità che teoricamente hanno avuto in base ai tali volumi di conversazioni di essere esposti a contenuti relativi allo slogan del partito della Meloni si attesta a soltanto 92,4 milioni di impression, apri ad una portata effettiva, ragionevolmente stimata, di 4,6 milioni di impression, di visualizzazioni effettive di contenuti relativi alla sfida che FdI ha lanciato al Paese, al lordo delle duplicazioni.

Non decolla neppure “Scegli” del partito Democratico. Lo slogan del PD, sino a ieri, ottiene meno di 28mila citazioni, da parte però di 2.300 autori unici, i cui contenuti nel tempo hanno coinvolto attorno a 145mila persone.

È invece il Movimento 5 Stelle, con “Dalla Parte Giusta”, a capeggiare. In questo caso sono state poco meno di 157mila le citazioni nell’arco temporale preso in considerazione, da parte di 2.700 autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto, nei termini precedentemente riportati, 1,2 milioni di soggetti.

Risultati a quali seguono quelli del duo Azione – Italia Viva, il cosiddetto “terzo polo”, che ha avuto più di 138mila citazioni del suo “Italia sul Serio”, da parte di 4.400 autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto però un numero decisamente inferiore di soggetti: circa 857mila. Risultati ottenuti in particolare grazie all’incredibile volume di tweet di Calenda al riguardo.

Il “Credo” leghista, che tante polemiche ha scatenato per i riferimenti religiosi considerati inopportuni dai più, e che pare in realtà essere già stato utilizzato nello spot della Lega Nord alle regionali del 2000, ottiene un volume di citazioni decisamente inferiore – meno di 100mila – ma una sostanziale parità con quello del M5S per quanto riguarda il numero di persone coinvolte. Un risultato ottenuto però grazie ad un volume di contenuti decisamente superiore. Infatti i tweet di Salvini sono 153 contro i 45 di Conte. E anche su TikTok i video del leader leghista sono il 60% in più di quelli del Presidente del Movimento 5 Stelle.

Se questa è la fotografia sotto il profilo quantitativo emergono elementi di sicuro interesse, e spunti di riflessione, per quanto riguarda gli aspetti qualitativi emergenti dall’analisi.

In primis, a livello individuale dei singoli leader politici, il maggior engagement è generato da Salvini su TikTok. Un valore che, come abbiamo visto, è però generato da un numero di video caricati sulla piattaforma sulla quale si sono gettati, letteralmente, di gran corsa i politici. Se invece si considera il livello di coinvolgimento per singola menzione, per singolo video caricato sulla piattaforma social di video brevi, è allora Conte ad avere la meglio con oltre 69mila persone coinvolte per ciascun video contro i 51mila e rotti del leader leghista.

Soprattutto è il sentiment, le emozioni e, appunto, i sentimenti, contenuti nelle verbalizzazioni online da parte delle persone a afre la differenza. In questo caso, il sentiment negativo di “Credo” si attesta poco al di sotto del 20%, mentre quello di “Dalla Parte Giusta” è di oltre cinque punti percentuali inferiore.

La minor negatività è generata da “Italia sul Serio”, al 10.5% di sentiment negativo. Per contro la maggior positività è generata dallo slogan del M5S, che si attesta al 26.5% di sentiment positivo.

Elementi emergenti anche dalla “ruota” delle emoji maggiormente utilizzate nell’ambito delle conversazioni online inerenti gli slogan dei diversi partiti. Infatti, per il credo leghista capeggia la bandiera italiana, coerente con la visione del “prima gli italiani” che forse, con il senno di poi, la Lega avrebbe fatto bene a mantenere, mentre per l’appello del Movimento a stare dalla parte giusta domina la stella del Movimento stesso, ma anche cuore e muscolo. Chiaro segnale di dedizione e di incoraggiamento da parte dei sostenitori.

 Infine, se confrontiamo volumi e persone coinvolte rispetto agli slogan di ciascun partito, eli confrontiamo con quelli dei singoli leader di partito emergenti dalle nostre precedenti analisi,  si vede come le parole d’ordine lanciate, sin qui, abbiano decisamente minor presa rispetto all’appeal, e alle discussioni che ne nascono online, di ciascuno dei capi partito. L’evidenza di come la figura di quello che oggi giorno viene chiamato il “front runner” sia sempre più importante nel gioco delle parti, e nella comunicazione ne segue.