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Twitter: oltre un milione di account spam rimossi ogni giorno

Twitter: oltre un milione di account spam rimossi ogni giorno
(reuters)
In un evento riservato gli esperti della piattaforma provano a controbilanciare la narrazione di Elon Musk: “Altre decine di milioni di account vengono bloccati ogni settimana per verifiche”. La lotta alla manipolazione va dunque ben oltre la polemica sui bot, che per giunta non sono neanche tutti “cattivi”
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Cosa significa “integrità” su Twitter? Risposta: provare a evitare che le conversazioni vengano “corrotte” e manipolate. Di conseguenza, fare in modo che gli utenti attingano a informazioni attendibili e verificate e che i profili siano verificati, anch’essi attendibili e affidabili. Bella sfida, che a dire il vero la piattaforma fatica a centrare da anni. Così come quella - titanica - di bonificare il social dai bot che, spiega il gruppo nel corso di un evento riservato, le persone però spesso equivocano. “Un bot non è altro che un’utenza automatizzata, nulla di più o di meno. E non tutti i bot sono cattivi” spiegano dall’azienda, fino a ieri nel mirino di Elon Musk, che proprio per i bot ieri ha fatto saltare l'eccordo per l'acquisto del social. Non a caso dallo scorso settembre - e poi dallo scorso febbraio a livello globale - i “bot buoni”, che per esempio rilanciano notizie verificate o aggiornamenti in tempo reale, vengono identificati da una specifica etichetta. Ma certo non basta.

Bot insomma è un tipo di account, lo spam è un atteggiamento, aggiungono da Twitter cercando di accendere la luce sulla complessità di un fenomeno che le parole un po’ ingenue di Musk potrebbero aver amplificato ed equivocato nel grande pubblico. All’interno dello spam c’è inoltre da distinguere fra campagne sofisticate - come quelle messe in piedi dai centri della disinformazione russa - o bot commerciali che puntano a frodi o altri tipi di azioni commerciali di basso cabotaggio e rapida monetizzazione.

In generale, per Twitter lottare contro la manipolazione della piattaforma significa combattere lo spam di contenuti, gli account fake (creati ad hoc o rubati a ignari utenti), l’amplificazione artificiale (pompare tweet in modo automatizzato, per esempio con like e condivisioni, per dar loro una rilevanza che non raccoglierebbe), la manipolazione coordinata con più account orchestrati da una stessa persona e infine l’abuso di alcune funzionalità della piattaforma come le liste o le funzioni di segnalazione. La guerra quotidiana è insomma articolata: si va molto oltre la semplice lotta ai bot, che per giunta non sono neanche tutti nocivi. Ridurre tutto a “quanti bot ci sono su Twitter”, sembrano dire gli esperti della piattaforma, non rende giustizia al durissimo lavoro che il gruppo svolge ogni giorno per contenere il più possibile i danni.

Ogni giorno, per esempio, Twitter rimuove automaticamente oltre un milione di account che diffondono spam durante o poco dopo la loro apertura. Molti altri milioni ne blocca ogni settimana in attesa di una verifica che appuri la presenza di un essere umano in carne e ossa alle sue spalle, sfruttando anche altri tipi di informazioni sul conto di quell’account (indirizzo IP, geolocalizzazione, comportamento in termini di pubblicazioni e così via). Nei primi sei mesi di quest’anno è capitato 130 milioni di volte.

D’altronde le campagne di spam sono fortemente collegate a quello che accade nel mondo e tendono ad aumentare, spiega la piattaforma di San Francisco nel corso dell’evento riservato, in occasione di elezioni, grandi eventi globali e così via. Questo significa però che fra gli account segnalati dagli utenti quelli che praticano lo spam sono molto pochi, meno del 5% su base trimestrale. Ben al di sotto di quel 20% circolato nei mesi scorsi e che ha perfino dato vita a un battibecco social - diciamo anche un’orrida replica dell’imprenditore di Tesla - fra Musk e l’attuale Ceo, Parag Agrawal.