Lavoro

Le app come mestiere: con l'ecosistema di Apple 85 mila posti di lavoro in Italia

Le app come mestiere: con l'ecosistema di Apple 85 mila posti di lavoro in Italia
(reuters)
Secondo una ricerca aumenta il numero e la ricchezza generata dallo Store di Cupertino: 2,2 milioni di posti di lavoro in Europa, 260 miliardi di dollari di fatturato dal 2008 a oggi
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Chi sono gli sviluppatori che hanno prodotto quasi due milioni di app per gli store di Apple e generato 260 miliardi di dollari dal 2008, quando è nato lo store voluto da Steve Jobs per l’iPhone? Oggi ci sono 1,8 miliardi di apparecchi Apple attivi in tutto il mondo che, secondo una ricerca indipendente condotta da Analysis Group per conto di Apple, stanno continuando a crescere. Soprattutto quelli più piccoli.

Infatti, secondo la ricerca “Spotlight on Small Business & App Creators on the App Store” più del 90% degli sviluppatori presenti nell’App store sono piccole o piccolissime aziende, spesso un solo sviluppatore. Però non seguono un’illusione, quanto una opportunità concreta. La ricerca infatti mostra che i piccoli che vendono le proprie app o che richiedono altre forme di pagamento (abbonamenti o acquisti in app) sono cresciuti del 113% dal 2019 al 2021. 

Per "piccoli" la ricerca intende quelli che hanno fatturato meno di un milione di dollari o hanno avuto meno di un milione di download (ma escludendo quelli con meno di mille download all’anno). Sono al 24% in Europa, al 23% in Cina, al 14% negli Usa, al 4,3% in Giappone e il resto (34%) viene da altre parti del mondo, incluse Brasile, Corea del Sud e India. E il loro numero continua a crescere: in Gran Bretagna dal 2019 sono aumentati del 40% e in Germania del 25%.

Apple supporta la crescita di questo ampio ecosistema, a partire dal programma per App Store Small Business, rivolto proprio ai più piccoli: “Continuiamo a investire molto – ha detto Christopher Moser, Apple senior director dell’App Store in Europa – per fornire agli sviluppatori gli strumenti di cui hanno bisogno per costruire, testare, commercializzare e distribuire i loro prodotti in 175 Paesi e oltre 40 lingue, con oltre 180 metodi di pagamento locali e 45 valute accettate”.

 

È una prova ulteriore, se ce ne fosse bisogno, dell'ingegnosità di Apple e della sua capacità di creare un ecosistema che permette anche ai piccoli di muoversi in un mondo globalizzato: come ricorda Moser, infatti, il lavoro dell’App Store è semplificare la complessità concentrandosi sulla bontà della loro app e senza dover occuparsi della distribuzione o degli aspetti amministrativi di centinaia di metodi di pagamento e valute diverse. Tra l’altro, a fronte di un ecosistema così ricco, va ricordato anche che a pagare sono solo gli sviluppatori le cui app producono un fatturato. Chi invece decide di lasciarla gratuitamente a disposizione, usufruisce della stessa piattaforma di distribuzione e supporto ma senza pagare alcuna commissione. Attualmente sono l’85% degli sviluppatori presenti nello store di Apple.

E l’Italia, che ruolo ha in questo ecosistema? Da noi Apple, che festeggia proprio in queste settimane i quarant’anni di presenza ufficiale nel nostro Paese, ha creato un ecosistema molto ricco. Dall’istituzione della Developer Academy in collaborazione con l’università Federico II di Napoli e la regione Campania al supporto diretto per più di 50 sviluppatori tramite l’App Store Foundations Program, supportando più di 85mila posti di lavoro soprattutto in piccole aziende (in Europa sono circa 2,2 milioni di posti di lavoro in tutti, in crescita del 7% anno su anno). 

Ciascuno degli oltre duemila studenti formati a Napoli, una volta uscito dall'Academy ha ricevuto almeno 45 offerte di lavoro. “A differenza di altri Paesi – dice Moser – in Italia gli sviluppatori non sono concentrati solo in un’area, ma sono presenti in molte regioni e centri più piccoli”. È una peculiarità del mercato italiano rispetto ad altri paesi dove nascono “valley” in cui si concentrano la maggior parte dei talenti che da noi si trovano in Lombardia come in Puglia, in Toscana come in Campania e Piemonte.  “Un riconoscimento importante al talento e allo stile italiano per lo sviluppo – dice Moser – viene dai premi vinti nel vostro Paese: da AirMail 3 a Bear. A spiccare è l’ottimo design. Diamo relativamente pochi premi ma la presenza di sviluppatori italiani è un riconoscimento alla loro bravura”.