Logistica

I primi camion elettrici di Amazon sono arrivati in Europa: così cambieranno i trasporti

I primi camion elettrici di Amazon sono arrivati in Europa: così cambieranno i trasporti
L’azienda ha confermato che 5 autoarticolati elettrici da 37 tonnellate hanno preso servizio nel Regno Unito: affiancheranno i 1000 furgoni elettrici già attivi. Ed è solo l’inizio
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Non uno, ma 5 camion elettrici di Amazon hanno preso servizio nel Regno Unito. Il colosso del commercio elettronico, e sempre di più della logistica globale, ha messo in chiaro che è ben oltre la fase sperimentale. Perché di questi heavy goods vehicle (in sigla HGV) da 37 tonnellate entro la fine dell'anno ne arriveranno altri 4: “Questi 5 veicoli sostituiscono i veicoli pesanti diesel, con il risultato che 160mila km stradali annui alimentati con elettricità rinnovabile anziché diesel impediranno l'emissione di 170 tonnellate di CO2", ha fatto notare l'azienda. Va ricordato che nel Paese il trasporto pesante è responsabile di circa il 16% delle emissioni dell'intero segmento.

I nuovi mezzi, realizzati dalla olandese Daf, sono operativi nei centri logistici Amazon di Tilbury e Milton Keynes. La prima è una località a circa 50 km a est di Londra, nei pressi dei bastioni omonimi sul Tamigi; la seconda è a nord-ovest dalla Capitale, a 80 km di distanza, sulla direttrice per l'aeroporto di Luton. L'intento è di impiegarli per il cosiddetto “miglio intermedio”, ovvero per le consegne fra centri di distribuzione, affiancandoli ai 1000 furgoni elettrici che nel Regno Unito contribuiscono già alla gestione dell'ultimo miglio.

Daf ha spiegato che il trattore stradale 4x2 monta un motore elettrico da 210 kW (240 kW di potenza di picco) abbinato a un pacco batteria da 350 kWh (315 kWh effettivi). La ricarica completa dovrebbe avvenire in circa 75 minuti utilizzando una stazione di ricarica con una capacità di 250 kW: “Amazon è una delle prime aziende al mondo a mettere su strada autocarri elettrici per il trasporto di merci pesanti - ha dichiarato John Boumphrey, country manager di Amazon UK - Ci impegniamo a diventare a zero emissioni di CO2 entro il 2040 e questa è una pietra miliare mentre continuiamo a decarbonizzare la nostra rete di trasporto in modo da poter consegnare più ordini ai clienti utilizzando veicoli a emissioni zero".

L’obiettivo è il 2040

Nel 2019 Amazon ha contribuito alla fondazione del Climate Pledge, un impegno per raggiungere zero emissioni di CO2 in tutte le sue attività entro il 2040, cioè "con 10 anni di anticipo rispetto agli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi".

Il tema di fondo è che come sostengono molti scienziati esiste una finestra temporale limitata "per agire nell'ottica della limitazione del riscaldamento globale a 1,5 gradi entro il 2050", come ricordato dall’azienda. Quindi l'unica possibilità è quella di fare affidamento su un'azione collettiva; in questo caso da parte di aziende di diversi settori. A oggi si parla di più di 200 firmatari di 21 Paesi, relativi 26 campi industriali.

Fra gli impegni c’è quello di misurare e segnalare con regolarità le emissioni di gas serra e implementare strategie di decarbonizzazione in linea con l’Accordo di Parigi attraverso cambiamenti e innovazioni che comportino un miglioramento dell’efficienza, l’impiego di energia rinnovabile, il riciclo dei materiali e altre strategie atte all’eliminazione delle emissioni di CO2. Infine, neutralizzare qualsiasi emissione residua "adottando misure compensative aggiuntive, quantificabili, reali, permanenti e con un impatto sociale positivo, così da raggiungere zero emissioni nette di CO2 annue entro il 2040".

La logistica sostenibile rientra proprio fra questi piani, e l'elettrificazione delle flotte per le consegne è considerata fra le mosse più strategiche.

I furgoni elettrici e il caso Rivian

Nel 2019 Amazon ha ordinato alla startup statunitense Rivian ben 100mila veicoli elettrici per le consegne: si tratta di 3 tipologie di veicoli di dimensioni diverse, con il più piccolo capace di uno spazio di carico analogo a quello di un Fiat Ducato. Questi Rivian EDV 500, 700 e 900 (la sigla sta per Electric Delivery Van) dovrebbero avere un'autonomia compresa tra 190 km e 320 chilometri.

Il primo modello ha iniziato a essere guidato a Los Angeles a febbraio 2021 ed entro la fine dello scorso anno la sperimentazione sarebbe dovuta proseguire in altre 15 città del paese, ma lockdown e carenza di componenti hanno rallentato i piani. Tutt'ora non è chiaro se Rivian consentirà ad Amazon di mantenere la promessa di mettere su strada 10mila veicoli entro fine 2022 e 100mila entro il 2030.

Poche settimana fa, Rivian ha registrato una trimestrale negativa (54 milioni di dollari) che è stata un milione superiore all'intero fatturato 2021, gravato ovviamente dal blocco della produzione a causa della pandemia. Come se non bastasse, le perdite hanno raggiunto quota 4,69 miliardi, mentre lo scorso autunno Ford ha annullato ogni progetto di co-sviluppo, l'immagine è ai minimi a causa della recente decisione di aumentare i prezzi di listino del 20% (seguita da una rapida retromarcia) e le consegne dei componenti hardware potrebbero subire ulteriori ritardi.

Amazon ha investito in Rivian almeno 1,3 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal New York Times, e bloccato i diritti esclusivi sui suoi furgoni commerciali per 4 anni. Però la fiducia non è cieca, e infatti a gennaio è stata annunciata una collaborazione con Stellantis per lo sviluppo di una nuova piattaforma software per i veicoli e l'acquisto di furgoni elettrici Ram ProMaste 2023. Poi c'è l'accordo siglato con Daimler per 1800 furgoni elettrici e con Mahindra per 10mila veicoli elettrici a 3 ruote. E infine la commessa di 2500 camion Lion Electric completamente elettrici da soddisfare entro il 2025.

In sintesi, la compagnia fondata da Jeff Bezos punta in tutti i modi a Shipment Zero: consegnare il 50% delle spedizioni con zero emissioni di CO2 entro il 2030. E infatti prosegue anche la sperimentazione di metodi di consegna alternativi che prevedono anche camion alimentati a idrogeno.