Guerra in Ucraina

Google Maps disabilita le funzioni su traffico e affollamento dei luoghi in Ucraina: “Per la sicurezza dei cittadini”

Google Maps disabilita le funzioni su traffico e affollamento dei luoghi in Ucraina: “Per la sicurezza dei cittadini”
Via gli strumenti su ingorghi e presenza di persone: funzionalità utili in tempo di pace ma pericolose in un contesto come quello ucraino. Intanto Facebook smantella l’ennesimo network di account falsi
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Continuano le manovre delle piattaforme digitali contro la disinformazione russa e in sostegno della popolazione ucraina. Mentre Facebook fa sapere di aver smantellato l’ennesima rete di account falsi o compromessi costruita per diffondere sui social del gruppo la narrativa del Cremlino - 40 fra account, pagine e gruppi chiusi solo nelle ultime 48 ore - Google sospende alcune funzioni di Maps.

Alphabet, la holding che controlla Big G, ha infatti confermato domenica di aver temporaneamente disabilitato in Ucraina alcuni degli strumenti che forniscono informazioni in tempo reale sulle condizioni del traffico e sul livello di affollamento dei luoghi. Funzionalità che in tempo di pace sono ovviamente utilissime per scovare percorsi alternativi agli ingorghi o decidere di recarsi in una zona in un momento più tranquillo ma che in uno scenario come quello ucraino - dove i cittadini stanno manomettendo i cartelli stradali per disorientare le truppe russe che avanzano verso le città più importantii - possono fornire informazioni preziose alle forze nemiche impegnate nell’invasione.

La scelta, spiega Google, è stata presa “dopo aver consultato anche le autorità regionali”, per cui si tratta di una richiesta evidentemente arrivata dal governo ucraino. Fra gli esponenti dell’esecutivo, uno fra i più attivi in termini di richieste ai big della tecnologia è il vicepremier e ministro per la Trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, al quale anche Elon Musk ha fornito su Twitter un’altra rassicurazione: la connessione a internet satellitare resa possibile dai satelliti di Starlink è attiva nel paese e sarà rafforzata.

Poche ore fa Fedorov ha invece ringraziato Nick Clegg, l’ex vicepremier britannico e da anni ai vertici di Menlo Park, per le diverse misure messe in campo dal gruppo statunitense (sono elencate qui) fra le quali, appunto, l’ultima operazione che ha disinnescato la rete di account falsi. Secondo Clegg, quegli stessi account sono operativi anche su Twitter, YouTube, Telegram e sulle piattaforme russe Odnoklassniki e VK. La guerra, anche sui social, è ancora lunga.