Almanacco dell'innovazione - 5 gennaio 1975

L'Altair 8800 in copertina su Popular Electronics apre l'era dei personal computer

L'Altair 8800 in copertina su Popular Electronics apre l'era dei personal computer
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Lo scrittore e saggista Carlo Gubitosa, che si è a lungo occupato di temi digitali anche dal punto di vista storico, sostiene: “Ci potrebbe essere una data per la nascita del personal computer. Questa data è il 1 gennaio 1975 quando esce il numero del magazine “Popular Electronics” che raggiunge un mezzo milione di appassionati di elettronica. Su quel numero viene presentato l’Altair 8800, una macchina ormai entrata di diritto a far parte della storia, un computer che raccoglie intorno a sé la seconda generazione degli hacker: gli “hacker dell’hardware”, che penetrano all’interno dei segreti di Altair per carpire il funzionamento di ogni singolo circuito”.

In realtà quel numero di Popular Electronics non uscì il 1° gennaio, ovviamente e sulla copertina riporta solo un generico “january”. Ragion per cui ne parliamo oggi, 5 gennaio (nel 1975 era di domenica, non probabile come uscita va detto). A parte questa minima inesattezza l’affermazione di Gubitosa è pertinente: Popular Electronics, come recitava lo slogan di copertina, era la “rivista di elettronica più venduta del mondo”: fondata addirittura nel 1954, fino al 1982, quando è diventata Computer & Electronics, è stata la Bibbia della rivoluzione informatica; una sua storia di copertina, si diceva, era in grado di creare nuovi mercati. E’ quello che accadde nel gennaio 1975. Infatti il computer di cui parliamo, l’Altair 8800, era uscito sul mercato un paio di settimane prima, il 19 dicembre 1974 ma fu quella copertina a lanciarlo: prodotto dalla Micro Instrumentation and Telemetry Systems (MITS), era molto diverso dai personal computer che conosciamo, eppure fu una ispirazione formidabile per più di una generazione di “smanettoni”: si narra che l’Altair 8800 - di cui ne vennero venduti cinquemila esemplari nei primi otto mesi - fosse popolarissimo presso l’Homebrew Computer Club dove ai tempi c’erano i giovanissimi Steve Jobs e Steve Wozniak che un anno dopo avrebbero presentato l’Apple I; mentre è certo che Bill Gates e il suo socio Paul Allen iniziarono a scrivere software per l’Altair, il Basic, il primo prodotto sul quale poi verrà creata la Microsoft.

Ma torniamo all’Altair 8800 e alla storia di copertina. Scrive Gubitosa: “La fotografia riprodotta su “Popular Electronics”, infatti, è quella di un apparecchio realizzato ad hoc per la presentazione del prodotto e assolutamente non funzionante. Passa molto tempo prima che le migliaia di pezzi ordinati vengano consegnati, e alcuni hacker tra i più tenaci, per venire in possesso del loro Altair, si accampano davanti alla sede della Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS), la società produttrice di Altair guidata da Edward Roberts. La MITS ha sede ad Albuquerque nel Nuovo Messico (dove è ambientata anche la serie Breaking Bad). Il computer è venduto in kit di montaggio, il cui risultato finale è una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori che costituiscono l’unico dispositivo di input, e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output. È basato sul processore Intel 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Le istruzioni non possono essere memorizzate all’interno del computer, ma devono essere inserite a mano attraverso gli interruttori del pannello frontale ogni volta che il calcolatore viene acceso. Da qui le tipiche piaghe e vesciche sulle dita che caratterizzano gli appassionati di informatica dell’epoca”.

 

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