Almanacco dell'Innovazione - 2 gennaio 2013

Bono dice che la Rete e i telefonini ci libereranno dai dittatori

Bono dice che la Rete e i telefonini ci libereranno dai dittatori
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Il 2 gennaio 2013, sulla copertina di una fra le riviste di tecnologia più autorevoli del mondo, la Technology Review dell'Mit di Boston, c’era una rockstar e non per parlare di musica.

Sul ritratto in bianco e nero del viso magnetico di Bono Vox c’era un titolone: Big Data Will Save Politics, i big data salveranno la politica. E, fra virgolette, quindi attribuita a Bono, una frase impegnativa: “I telefonini, la Rete e la diffusione delle informazioni saranno una combinazione letale per i dittatori”. Il tecno-ottimismo, e più ancora il tecno-soluzionismo, ovvero la tendenza a credere che il progresso tecnologico avrà necessariamente effetti positivi, è una patologia che riguarda moltissime persone, e che ha colpito anche chi vi scrive. Eppure quella frase di Bono è perfetta per fotografare un momento storico e la clamorosa svista collettiva che c’è stata nel rapporto fra la Rete e la democrazia, che è molto più complesso di una miscela letale per le dittature come molti credevano.

L’intervista è in realtà più articolata e interessante di quanto quella singola frase faccia supporre. Bono per esempio fa l’elogio dei progressi tecnologici sul fronte dei vaccini; e avverte che la tecnologia da sola non sarà la bacchetta magica per battere la povertà e le malattie, ma servirà l’impegno di tanti nella giusta direzione, “perché la tecnologia si può usare per fare del bene o per fare del male”. Ma in generale c’è (e si nota soltanto oggi) una sottovalutazione degli effetti negativi dei social network, della polarizzazione della politica, della diffusione della fake news, tutti fenomeni che allora, con Obama alla Casa Bianca, non erano neanche ipotesi. Dice infatti Bono: “Gli strumenti che la tecnologia ci offre ci mettono in condizione di conoscere e capire meglio problemi che prima si consideravano irrisolvibili. Grazie a questi dati e alla conoscenza dei problemi, possiamo descrivere il mondo in cui vogliamo vivere e quindi provare a realizzarlo. Questa è la più grande opportunità che è mai stata offerta a una generazione. Questa è la verità. Wow”. 

Ecco, a parte lo “wow”, sarebbe bello ripartire da qui per andare oltre quello che non ha funzionato e provare a costruirlo davvero, questo mondo migliore.