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Halo Infinite, la recensione: Master Chief è davvero tornato

Abbiamo provato il nuovo capitolo di un titolo che è diventato simbolo dell’Xbox nel mondo: ecco che cosa ci è piaciuto e che cosa no. E come funziona il multiplayer
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Sono passati vent’anni dal primo Halo, il gioco che dimostrò definitivamente che gli sparatutto in prima persona su console non solo si potevano fare, ma anche che non avevano niente da invidiare a quelli su computer e che in alcune sue trovate rivoluzionò il genere.

In questo periodo la saga di Master Chief ha vissuto alti e bassi, ha perso i suoi creatori originali e cercato di rimanere rilevante in un genere che ogni anno riscrive le sue regole pur restando identico a se stesso, cercando anche di competere con Fortnite e l’ascesa dei Battle Royale. La situazione non sembrava rosea per Halo Infinite dopo il passo falso dell’anno scorso, con una presentazione in pompa magna chiaramente sotto le aspettative e la mancanza del gioco simbolo di Xbox al debutto della nuova console, ma oggi possiamo dire che davvero Halo è tornato. Ed è epico, emozionante, bello e divertente come ve lo ricordavate.

Come tutte le grandi storie di riscatto, Halo Infinite inizia con una sconfitta, con Master Chief sull’ennesimo anello, lo Zeta Halo (gli Halo sono giganteschi anelli nello Spazio che fanno parte di un antichissimo sistema di difesa), pronto a dare nuovamente battaglia agli Esiliati, un gruppo di pirati e mercenari composto da varie razze di alieni che sono ormai facce abbastanza comuni per chi gioca ad Halo, con lo scopo ovviamente di salvare la razza umana e impedire l’attivazione di armi e tecnologie spaventose.

La libertà di azione, prima di tutto
Halo ha sempre garantito al pubblico una certa libertà di azione. Anzi, si può dire che la cifra stilistica della saga, rispetto ad altri sparatutto in soggettiva, sta proprio nel voler inserire il giocatore in uno spazio, più che in un corridoio, una sorta di arena con una serie di nemici molto intelligenti, lasciando che sia il giocatore a decidere l’approccio più adatto. In Halo Infinite questo concetto viene portato all’estremo, ibridando la struttura classica del gioco con quella di titoli come Far Cry; quindi avremo una vasta area da esplorare con una serie di attività che il giocatore potrà affrontare nel modo che preferisce, mentre saranno gli incarichi della missione principale a portare avanti la narrazione. Il tutto condito con l’intelligenza artificiale raffinata, le armi e la magnificenza visiva e uditiva che Halo può offrire.

In pratica: Halo Infinite è un parco giochi dell’epicità in cui potremo affrontare ogni sfida seguendo il nostro stile di gioco, che si tratti sia di liberare un avamposto sia di eliminare un nemico particolarmente temibile per sbloccare un’arma speciale. La sensazione di libertà, letalità, bilanciamento e potenza offerte da Halo sono rese alla perfezione: Master Chief è letteralmente un superuomo che da solo ha la potenza di un esercito ed è in grado di piombare sui nemici con letale precisione, salvando la vita a un gruppo di marine asserragliati dentro una caverna.

Tuttavia, questo non vuol dire che potremo semplicemente lanciarci a testa bassa, perché anche l’alieno più scarso, se armato nel modo giusto, potrà farci molto male, abbassare il nostro scudo e permettere ai compagni più forti di eliminarci. Come nei titoli migliori, in Halo sei sempre in controllo della situazione: anche quando sbagli, niente accade per caso e ogni scontro è unico a modo suo.

L’arsenale, fra novità e graditi ritorni
Ognuna delle armi, sia le vecchie glorie sia le nuove arrivate, può essere utile o un intralcio, dipende dalla situazione e dall'avversario. Proprio come Master Chief, tutto ciò che dovrete fare sarà improvvisare, adattarvi e superare gli ostacoli. Una partita a scacchi giocata ad alta velocità dove il re di solito brandisce un martello grande come voi e vi corre incontro urlando.

A tutto questo si aggiunge il rampino, novità di Halo Infinite, che regala ulteriore dinamicità a Master Chief e gli permette di scalare pareti, agganciare e colpire gli avversari o recuperare un’arma distante per utilizzarla da dietro una copertura. Ovviamente, tutto gira alla perfezione, senza un rallentamento e con un sacco di effetti di luce, però è bene dire che lo abbiamo provato su Xbox Serie X e quindi non sappiamo come il gioco si comporta su Serie S e su pc.

Nonostante la struttura aperta, Halo Infinite non rinuncia a una storia che sa ritagliarsi spazi importanti e che miscela rimorsi, nostalgia, epica bellica e un sacco di riferimenti al passato. Probabilmente non capirete molto se non siete avvezzi alla saga, anche perché siamo di fronte a un gioco pensato per rassicurare gli appassionati, ma in quel caso non vi resta che godervi un ottimo sparatutto.

Fra pregi e difetti
A voler essere pignoli, il ritmo di gioco cala un po’ troppo verso il finale, con una serie di momenti un po’ troppo ripetitivi che allungano il brodo, e chiude forse troppo bruscamente, per lasciare probabilmente spazio a tutto ciò che nel gioco verrà aggiunto nei prossimi mesi e forse anni. Un altro difetto che potremmo evidenziare è che sì, potrete conquistare basi e aiutare i marine dispersi su Zeta Halo, ma tutto sommato l’impatto di Master Chief sull’ambiente di gioco non è così grande. Ovviamente avere basi avanzate è comodo, anche perché danno punti valore con cui avere armi sempre pronte nei vari accampamenti, ma tolto qualche scontro in cui i marine vi aiuteranno, sarete ovviamente sempre soli contro tutto e tutti, e teoricamente potreste finire l’intero gioco senza salvare nessuno.

Sì, perché Halo Infinite è un gioco in costante divenire e questo vale sia per il singleplayer sia soprattutto per il multiplayer, che è gratuito per tutti i possessori di Xbox S ed X e One X. Il giudizio su questa sezione, ovviamente, non può che essere parziale, perché il gioco uscirà l’8 dicembre e beneficerà senza dubbio di molti aggiustamenti nei prossimi mesi. Quello che possiamo dire è che le premesse sembrano ottime.

Il multiplayer, tante luci e qualche ombra
Chi deciderà di sfidare online altri giocatori si troverà alle prese con 3 scelte: le arene classificate, le sfide 4 contro 4 e le arene 12 contro 12. La prima scelta è per chi vuole una soluzione senza compromessi e scalare la classifica dei migliori, le altre due sono un po’ per tutti i giocatori, ma ovviamente viene premiato chi sa giocare di squadra. In un’epoca in cui gli Fps offrono scontri che si risolvono in un paio di secondi, Halo Infinite offre un ritmo diverso, con duelli che possono durare anche a lungo, in base alla situazione. Questo lo rende in parte più accessibile, ma ovviamente solo chi conosce bene mappe e armi può sperare di farcela, soprattutto nelle arene più piccole.

Essendo free to play, nel multiplayer di Halo Infinite c’è ampio spazio per un sacco di personalizzazioni cosmetiche, anche a pagamento, e un sistema di progressione a stagioni che è stato criticato perché ritenuto troppo lento e poco incline a premiare i giocatori. Quelli di 343 Industries sono già corsi ai ripari e probabilmente ritoccheranno ancora questi aspetti, ma quello che oggi manca forse è la possibilità di selezionare solo determinate modalità. Per esempio: se detestate il Cattura la Bandiera o vi annoia il classico Deathmatch a squadre, dovreste poterli escludere nelle vostre ricerche. C’è senza dubbio tanto da fare per rendere il multiplayer un prodotto in grado di durare nel tempo, ma le premesse sono ottime.

Insomma: fra un singleplayer sontuoso e un multiplayer promettente, Halo Infinite sembra veramente ciò che serviva per arricchire il catalogo Xbox e affiancare l’ottimo Forza Horizon 5, anche su pc. Ed esattamente come Forza Horizon 5, troverete Halo Infinite sul GamePass. Se non l’avete mai provato, forse è arrivato il momento.