Futuro

Altro che metaverso: e se il futuro del lavoro fosse in realtà aumentata?

L'amministratore delegato di Cisco Italia, Gianmatteo Manghi,  durante la conferenza stampa "Il Futuro secondo Cisco: i trend  tecnologici del 2022", a cui ha partecipato collegandosi da Roma  attraverso il proprio ologramma a figura intera
L'amministratore delegato di Cisco Italia, Gianmatteo Manghi, durante la conferenza stampa "Il Futuro secondo Cisco: i trend tecnologici del 2022", a cui ha partecipato collegandosi da Roma attraverso il proprio ologramma a figura intera (ansa)
Reti superveloci, nuove frontiere della cybersicurezza e ulteriori sviluppi per il cloud, ma tra i nuovi trend tecnologici previsti da Cisco c’è soprattutto la possibilità di arricchire il mondo fisico con elementi digitali
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Durante la fase più acuta della pandemia, ci siamo tutti resi conto di quanto il mondo del lavoro stesse subendo un’accelerazione digitale: smart working, riunioni su Zoom, utilizzo massiccio di strumenti di comunicazione come Slack e altro ancora. Tra le tante incognite che ancora ci circondano, abbiamo però una certezza: indietro non si torna. La trasformazione che il mondo del lavoro ha improvvisamente intrapreso non potrà che proseguire.

Quali siano le future modalità di questa trasformazione è però un tema sul quale ci sono ancora visioni differenti. Da una parte, un colosso come Facebook/Meta ha annunciato la sua volontà di portare anche il lavoro nel metaverso. Attraverso sistemi come Horizon Workrooms è infatti possibile creare riunioni di lavoro in realtà virtuale, a cui i colleghi partecipano tramite i loro avatar, riconquistando così una (parziale) sensazione di presenza anche da remoto.

Dove realtà come Meta (e anche Microsoft) puntano sulla realtà virtuale, altri scommettono invece su soluzioni radicalmente differenti, quasi opposte. Durante l’incontro organizzato a Milano per presentare i trend tecnologici del 2022, un colosso della tecnologia come Cisco ha illustrato la sua visione per il “lavoro ibrido”. Una modalità contemporaneamente in presenza e digitale sintetizzata al meglio dalla piattaforma di Cisco Webex Hologram.

Se Horizon Workrooms di Facebook/Meta è in realtà virtuale, Webex Hologram – già disponibile per un numero chiuso di clienti – è invece in realtà aumentata. Utilizzando dei visori compatibili è quindi possibile sovrapporre elementi digitali al mondo fisico. Durante una riunione in presenza, per esempio, è possibile proiettare in mezzo alla stanza un oggetto in tre dimensioni con cui tutti i partecipanti – grazie ai loro visori – possono interagire allo stesso tempo. Non solo: anche i colleghi presenti da remoto possono essere visualizzati, attraverso i visori, sotto forma di ologrammi fotorealistici. Parte di questa tecnologia è stata mostrata proprio nel corso dell’evento di Milano, al quale l’amministratore delegato di Cisco Italia ha infatti partecipato proiettando nel centro della stanza il suo ologramma.

“Il nostro approccio non è di creare mondi paralleli, ma di valorizzare le esperienze concrete della vita quotidiana e di chi lavora”, ha spiegato a Italian Tech Michele Dalmazzoni, responsabile Collaborazione di Cisco per l’Europa della Sud. “Webex Hologram è una piattaforma al centro della quale ci sono persone vere e non avatar in cui mi trasfiguro in realtà virtuale. Sono tecnologie che aumentano la possibilità di essere produttivi da remoto, per esempio condividendo e lavorando su oggetti digitali tridimensionali tra professionisti del design o del manifatturiero. È una tecnologia che si può usare per il momento sia in modalità uno-a-uno, sia da uno verso molti, che può essere utile soprattutto in ottica di formazione”. Né totalmente in presenza, né totalmente digitale: la realtà aumentata è per definizione un sistema ibrido che va incontro a quelle che sono le previsioni di Cisco per il futuro del lavoro. Per esempio, se in passato gli uffici e le sale riunioni erano pensate solo per l’esperienza in presenza, negli a venire sarà necessario ottimizzare ogni ambiente per ospitare eventi che saranno contemporaneamente fisici e da remoto. Questa soluzione ibrida è indispensabile: in futuro si prevede infatti che il 98% degli incontri di lavoro vedrà almeno un partecipante da remoto.

Il futuro ibrido del lavoro è probabilmente il trend tecnologico con le ricadute più visibili per tutti noi. Alla base di questa rivoluzione professionale ci sono però le altre tendenze per il 2022 individuate da Cisco, tra cui la trasformazione di internet in una rete – come ha spiegato Paolo Campoli, responsabile Global Service Provider – “capace di prevedere i guasti e di comprendere, senza che gli utenti se ne accorgano, cosa stanno facendo online e ottimizzare di conseguenza il traffico, dirottandolo sulle aree meno congestionate della rete”. Diventeranno inoltre ancora più centrali il cloud e soprattutto la cybersicurezza, che sarà imprescindibile in ogni progetto di innovazione tecnologica. Da questo punto di vista, Cisco prevede che nel 2022 assisteremo a un’ulteriore evoluzione dei sistemi di autenticazione, che abbandoneranno gradualmente le tradizionali password ed effettueranno invece i controlli sfruttando i nostri dati biometrici, come già avviene nel caso del riconoscimento facciale (prestando ovviamente molta attenzione alla privacy). Le future evoluzioni degli elementi alla base dell’ambiente digitale sono proprio ciò che renderà possibile sviluppare questo mondo ibrido, aumentato, verso il quale ci stiamo dirigendo a grande velocità.

 

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