Futuro

Come può migliorare la fotografia negli smartphone: la ricetta di Vivo e Zeiss

Come può migliorare la fotografia negli smartphone: la ricetta di Vivo e Zeiss
Abbiamo visitato la sede dell’azienda tedesca per capire meglio in cosa consiste la partnership con il produttore cinese e quali innovazioni arriveranno sulle fotocamere dei telefonini
2 minuti di lettura

Alla fine del 2020 il produttore di smartphone cinese Vivo, allora attivo in Europa da pochi mesi, ha annunciato una collaborazione strategica con il gigante dell’ottica tedesco Zeiss: a poco meno di un anno da quell’annuncio siamo stati a Oberkochen, a un’ora e mezzo di macchina da Stoccarda, per vedere da vicino in cosa consiste questa partnership.

Il marchio Zeiss è conosciuto da fotografi e videomaker per le lenti di altissima qualità che produce per numerosi marchi del settore dell’imaging. In realtà è una conglomerata globale che deve la maggior parte del fatturato ad altre aree, come le tecnologie ottiche per la produzione dei semiconduttori, la misurazione e il controllo di qualità industriale e i prodotti per il settore biomedico.

Tutte le attività hanno in ogni caso a che vedere con l’applicazione dell’ottica avanzata, e ovviamente anche la partnership con Vivo non fa differenza. A Oberkochen abbiamo potuto osservare una parte del lavoro degli ingegneri assegnati alla collaborazione con il marchio cinese, cioè quella che riguarda i test sui gruppi ottici degli smartphone e la ricerca di nuove soluzioni di imaging per i dispositivi mobili. La partnership si concentra anche sulla commistione dei marchi: uno più noto in Europa (Zeiss), l’altro molto più riconosciuto in Cina, nel Sud-Est asiatico e nei mercati emergenti.

La fase di test è al momento un elemento importante della collaborazione: conducendoli secondo i propri standard di qualità, Zeiss aiuta Vivo a migliorare le componenti fotografiche degli smartphone con prove di calibrazione ottica. È un vero e proprio scambio di expertise e permette a Vivo di raggiungere livelli di qualità “certificati Zeiss”. Per arrivare all’approvazione delle unità ottiche che finiranno in produzione, Zeiss verifica più di 20 diversi parametri di qualità e mette alla prova più di 150 moduli fotografici diversi con più di 5mila immagini scattate per dispositivo.

L’altro aspetto fondamentale della collaborazione è la co-ingegnerizzazione di soluzioni innovative di imaging, con l’obiettivo di portare la qualità delle foto scattate con uno smartphone a un livello superiore a quello attuale, già ottimo. Per esempio, gli ingegneri delle due aziende si sono concentrati nel riprodurre al meglio il bokeh (lo sfocato sullo sfondo di una foto) di alcune delle lenti Zeiss più famose, come Distagon, Biotar, Planar e Sonnar. Il risultato di questa ricerca è arrivato già nella modalità ritratto negli smartphone Vivo X70, X70 Pro e X70 Pro Plus, presentati a livello globale a settembre (l’arrivo in Italia è previsto per l’inizio del 2022).

Sulle ottiche Vario Tessar del flagship di Vivo, lo X60 Pro Plus, le due aziende hanno invece sperimentato con successo una tecnica di riduzione dei flare (i riflessi solari o di luci molto forti nelle foto e nei video): il merito in questo caso è di alcuni miglioramenti software, ma anche e soprattutto dell’applicazione del coating T* (si legge “t star”), un materiale speciale proprietario di Zeiss utilizzato nelle lenti per obiettivi di alta qualità, binocoli e mirini di precisione.

Oliver Schindelbeck di Zeiss al lavoro su un test ottico
Oliver Schindelbeck di Zeiss al lavoro su un test ottico 

“La fotografia mobile si può migliorare ancora grazie all’hardware - ci ha spiegato Oliver Schindelbeck, senior Smartphone technology manager di Zeiss - L’aspetto computazionale è fondamentale, ma se all’algoritmo si dà in pasto un buon segnale Raw, cioè dati puliti e non compromessi, il risultato finale ottenuto tramite software sarà inevitabilmente migliore. In altre parole, qualsiasi informazione che non arrivi al sensore per via della qualità del sistema di lenti, è persa”.

Nel corso degli ultimi 15 anni, ci hanno ricordato gli ingegneri Zeiss, la qualità ottica dei componenti fotografici degli smartphone è cresciuta a livello esponenziale: “Siamo passati da 3 a 7 elementi negli obiettivi, usiamo lenti di vetro anziché di plastica - è il ragionamento di Schindelbeck - Non sottovalutiamo il fatto che i nuovi algoritmi permettono di sperimentare con forme e composizioni di lenti nuove e diverse. Per questo credo che la fotografia su smartphone abbia davanti ancora molti anni di sviluppo e miglioramento”.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito