Apple AirPods3, la prova

Con la terza generazione, gli auricolari della Mela cambiano design e ai arricchiscono di nuove funzioni, come lo Spatial Audio. Non hanno la cancellazione del rumore, ma per il resto rimangono tra le migliori scelte possibili per chi usa iPhone o altri dispositivi Apple

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Sono passati cinque anni dai primi AirPods di Apple, lanciati insieme all’iPhone 7, il primo senza jack per le cuffie. Oggi il mercato degli auricolari true wireless è ampio e variegato, con offerte in diverse fasce prezzo, da parte di produttori di smartphone, di grandi nomi dell’audio, di aziende appena nate. Così Apple ha pensato bene di sottoporre gli AirPods al primo radicale redesign: se le differenze fra prima e seconda generazione non erano così radicali, questa terza versione segna una svolta più netta. 

Cosa cambia
L’aspetto è molto simile a quello degli AirPods Pro: stelo più corto, spessore maggiore, custodia più grande (ma più piccola delle Pro). La differenza maggiore è l’assenza del gommino in silicone, per il resto si fa fatica a distinguere i due modelli. Altra novità rispetto agli AirPods precedenti è la resistenza ad acqua e polvere: non eccelsa, ma sufficiente a non temere spruzzi e sudore (tecnicamente si tratta dello standard IPX4). 

Anche all’interno i miglioramenti sono parecchi, a partire dal nuovo driver, progettato da Apple, che ci sembra aver migliorato la resa sui bassi, effettivamente notevole per delle cuffie che non sigillano il canale auricolare. La mancanza del gommino limita anche l’isolamento passivo dai rumori esterni, e non consente di implementare la funzione di cancellazione del rumore. Si nota parecchio in aereo o in treno, dove continuiamo a preferire gli AirPods Pro, ma in ambienti tranquilli la differenza è trascurabile, e al massimo basta alzare un po’ il volume per rimediare. Il volume sonoro ottenibile è ragionevolmente alto, e come da tradizione Apple, non presenta traccia di distorsione fin quasi al massimo. E però, ci piacerebbe poter regolare il volume senza doverlo chiedere ogni volta a Siri o usare i tasti dell’iPhone.

Consigliamo di dedicare un po’ di tempo alla ricerca della posizione migliore nell’orecchio: minime variazioni possono modificare il suono in maniera sostanziale, anche perché c’è bisogno che funzioni bene il microfono interno che monitora l’audio all’interno del canale auricolare per compensare eventuali differenze rispetto al segnale in ingresso. In compenso le AirPods 3 sono più stabili e tendono meno a scivolare dall’orecchio, ma ovviamente questo dipende dalla conformazione del padiglione auricolare di ognuno. 

                                         

Come suonano
Due funzioni nuove arrivano su AirPods3: Adaptive EQ e Audio Spaziale con Dynamic Head Tracking. Per provarle vale la pena di ascoltare un classico, come Drive dei Rem, nella versione spatial audio con Dolby Atmos: l’effetto è impressionante, la quantità di dettagli nascosti che emergono anche dopo l’ennesimo ascolto è sorprendente. È come essere sul palco, con la band americana che suona tutt’intorno, e anche muovendo la testa la posizione relativa di Michael Stipe e degli altri Rem non cambia. Qui, come in Mammamia dei Måneskin, tuttavia, alzando il volume al massimo si mostra un certo indurimento del suono sulle alte frequenze. Meglio Stromae, Santè, che ha un mix meno aggressivo. 

Montero (Call me by your name) di Lil Nas X, invece pare perfetta per gli AirPods: ogni strumento ha il suo posto nello spazio, la voce viene riprodotta in tutte le sue sfumature, il mix di suoni elettronici e (pochi) acustici è ben equilibrato, anche se l’effetto spaziale non è così esplosivo come ad esempio accade in No time to die dalla colonna sonora dell’ultimo 007. La potenza dell’orchestra è resa con grande realismo, e i crescendo di archi sono perfettamente calibrati, ma la voce di Billie Eilish rimane sempre in primo piano, anche quando il suo inconfondibile cantato si ammorbidisce in un sussurro. Il miglioramento rispetto al modello precedente è evidente. 

La qualità delle chiamate è migliorata: chi chiama se ne accorgerà, perché grazie a un nuovo rivestimento del microfono esterno, i nuovi AirPods eliminano in maniera più decisa il rumore di fondo e suono del vento, in modo che l’interlocutore possa sentire bene in ogni occasione. Paradossalmente, in questo caso l’assenza della cancellazione attiva del rumore non è un problema, anzi un vantaggio: la voce di chi parla non viene processata, quindi in ambienti rumorosi è più chiara e più naturale rispetto agli AirPods Pro.

Intelligenti
Il chip H1 è lo stesso degli AirPods2 e degli AirPods Pro. Oltre a elaborare il suono, tra l’altro permette di abbinare le cuffie con iPhone solo aprendo la custodia accanto al telefono. Una finestra di dialogo si apre sullo schermo per collegarli, e poi qualsiasi altro dispositivo della Mela registrato con lo stesso ID Apple condividerà l'accoppiamento, rendendo immediato il passaggio tra iPhone e Mac, o Apple TV. Il chip H1 consente inoltre di supportare l'assistente vocale di Apple con il solito “Ehi Siri” (ma si può avviare anche con un pizzico allo stelo). 

Ed è nello stelo che si trovano i controlli, come negli AirPods Pro: una pressione rapida avvia o mette in pausa la musica (o risponde a una chiamata in arrivo), una doppia pressione permette di passare al brano successivo, con una tripla pressione si va indietro; una pressione prolungata commuta tra le modalità di cancellazione del rumore. Quando si corre o si va in bici il sistema è forse meno pratico del tocco adoperato nei modelli precedenti, tuttavia il gesto è più naturale, e sembra che ci si stia semplicemente sistemando l’auricolare nell’orecchio.

Per interrompere la magia della musica, volendo, basta sfilare almeno uno degli auricolari dell'orecchio. Grazie a un nuovo sensore interno che riconosce la vicinanza della pelle umana, la riproduzione si interromperà, per riprendere quando si rimette l'auricolare nell’orecchio. Funziona benissimo, ed è da solo uno dei miglioramenti più graditi introdotti in questa terza generazione di auricolari Apple. 

Gli Airpod3 sono rintracciabili tramite l’app Dov’è, e si può anche impostare una notifica se vengono dimenticati lontano dal dispositivo al quale erano connessi. 

Apple dichiara oltre 6 ore di autonomia in ascolto di musica, un’ora più degli AirPods2; come sempre la base permette quattro ricariche, quindi il totale arriva a poco meno di 30 ore; più interessante ancora il fatto che bastino soli 5 minuti di ricarica per ascoltare un'ora di musica. Nella nostra prova entrambe le affermazioni sono confermate, mentre non possiamo dire se è vero o meno che con una ricarica si arriva a 4 ore di conversazione, ma ci pare verosimile. 

Per ricaricare gli AirPods basta riporli nella custodia, che a sua volta ha una batteria. E la batteria si ricarica sia col cavo lightning che in wireless (MagSafe o un qualsiasi caricabatterie a standard Qi), semplicemente appoggiandola a una base compatibile.

In fine
Gli AirPods3 arrivano in Italia martedì 26 ottobre e costano 199 euro: poco di più della generazione precedente. Ma offrono molto di più, e sono certamente tra i migliori auricolari true wireless sul mercato. Sconsigliati a chi usa Android (pur essendo compatibili, infatti, molte funzioni non sono utilizzabili), sono tra le scelte migliori per chi usa iPhone e in generale dispositivi Apple, a meno di non avere assoluta necessità della cancellazione del rumore.