Se i costruttori di smartphone entrano nel mondo dell'auto

(reuters)
Per il progetto Xiaomi investe 1,5 miliardi di dollari, che diventeranno 10 entro il 2031
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In piena battaglia sul tema di cibersicurezza con la Lituania la Xiaomi rilancia e annuncia che entrerà nel mondo dell’auto con un modello supertecnologico (come i suoi smartphone) ed elettrico. Sul piatto, da subito, un miliardo e mezzo di dollari, che diventeranno 10 entro dieci anni. Così in un mondo dove Apple, Huawei e Oppo hanno già annunciato l’arrivo di loro auto, adesso entra con forza anche il colosso Xiaomi.

Tutto è avvolto nel più totale mistero, dalla tipologia di auto alle caratteristiche tecniche ma, di certo, il “Lituania-gate” pesa parecchio. E non è un caso che l’azienda cinese abbia risposto con forza. Dopo avere preso visione del rapporto della Cybersecurity and Information Authority of Lithuania, che avanza - fra l'altro - precise accuse sui dispositivi di Xiaomi, un portavoce del gruppo cinese di Tlc ha spiegato che "benché dissentiamo sulla natura di alcuni risultati, intendiamo avvalerci di un ente terzo indipendente per esaminare i punti sollevati". Ribadendo poi "l'assoluta certezza sull'integrità dei nostri dispositivi e sulle norme di conformità che regolano il nostro business: pertanto riteniamo necessario il coinvolgimento di una società esterna competente in materia per effettuare le opportune verifiche".

La società cinese afferma che i propri dispositivi "non limitano o filtrano le comunicazioni da o verso i propri utenti. Xiaomi non ha mai limitato o bloccato alcun comportamento personale dei propri clienti, come le ricerche, le chiamate, la navigazione sul web o l'uso di software di comunicazione di terze parti, e non lo farà mai". Ed è chiaro che tutto questo, passando dagli smartphone alle auto, diventerà un problema ancora più grande perché una macchina ha software più sofisticati e la possibilità di memorizzare molti più dati di uno smartphone.

La mossa di Xiaomi arriva dopo che il ministero della Difesa di Vilnius ha di recente invitato i cittadini ad evitare l'acquisto di smartphone cinesi alla luce dell'indagine del centro nazionale per la cybersecurity. Immaginate cosa potrebbe succedere se un governo invece di boicottare un cellulare cercasse di impedire le vendite di un’auto…