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Fabbrica di cannabis? No di Bitcoin: la sorpresa dopo l'irruzione della polizia

Fabbrica di cannabis? No di Bitcoin: la sorpresa dopo l'irruzione della polizia
(reuters)
E' successo in Inghilterra dove una squadra di agenti trova un covo di 100 “minatori di Bitcoin”, operai online specializzati nello scambio di criptovaluta
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Una squadra di polizia fa irruzione in una presunta coltivazione di cannabis e trova un covo di 100 "minatori di Bitcoin", operatori on line specializzati nello scambio di criptovaluta. E' successo in Inghilterra, nella Midlands Occidentali, dove gli ufficiali hanno sequestrato l'attrezzatura dopo aver scoperto che i minatori di Bitcoin avevano rubato migliaia di sterline di elettricità per alimentare le loro operazioni.

Il "mining" di criptovalute è un'attività costosa e dispendiosa in termini di tempo che essenzialmente comporta la risoluzione di complessi problemi di matematica computazionale in cambio di frazioni di token. Uno studio recente ha rilevato che l'energia utilizzata per creare criptovaluta come Bitcoin è maggiore di quella di alcuni paesi, tra cui Svezia e Paesi Bassi.


Le forze dell'ordine del West Midlands hanno affermato di aver avuto diverse segnalazioni su "molte persone che visitavano la struttura". Un drone della polizia aveva anche rilevato una considerevole fonte di calore all'interno del capannone. Per questo la polizia pensava si trattasse di una fabbrica di cannabis che usa potenti lampade e richiede un frequente cambio di personale per gestire le coltivazioni