Gli scacchi su Twitch sono il fenomeno del momento

Sono riusciti a superare anche successi come League of Legends e Fortnite mentre alcuni grandi maestri hanno raggiunto fama da star, ma il merito non è solo delle serie tv

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Per essere uno dei giochi più antichi del mondo (la nascita risalirebbe al VI secolo d.C.), gli scacchi si stanno adattando incredibilmente bene alla nostra epoca digitale e connessa. Lo dimostrano i numeri messi assieme dalla più nota piattaforma, Chess.com, che da sola raccoglie circa il 65/70% dei giocatori online mondiali: gli utenti della app e del sito sono passati dai 20 milioni del 2017 agli attuali 59 milioni, cifra che continua a salire al ritmo di quasi centomila nuovi iscritti al giorno.

Tra le ragioni del successo c’è la possibilità di sfidare in qualunque momento giocatori del proprio livello – accoppiati automaticamente dall’applicazione – e di accedere a lezioni e analisi delle partite che permettono di migliorare e di imparare dai propri errori. Un altro elemento è legato all’opportunità di giocare non solo contro un’intelligenza artificiale adattiva (la cui abilità si adegua mossa dopo mossa al modo all’utente), ma anche di mettersi alla prova contro AI che riproducono lo stile di gioco dei grandi campioni del passato, ricreati grazie ai registri che conservano le mosse di tutte le loro partite. 

Tra i campioni di cui è stato ricreato lo stile c’è anche Beth Harmon, l’immaginaria protagonista de “La regina degli scacchi”. La serie tv di Netflix, assieme alla pandemia, ha sicuramente contribuito al boom degli scacchi online, ma se si dovesse cercare il principale responsabile di questo improvviso successo lo si troverebbe probabilmente in Twitch, la piattaforma di videostreaming di proprietà di Amazon e prediletta dai gamer di tutto il mondo. 

Anche in questo caso, i numeri sono impressionanti: nel mese di febbraio gli utenti di Twitch hanno guardato streaming di partite di scacchi per un totale di 18,3 milioni di ore, quasi quante ne sono state consumate in tutto il 2019. Per un breve periodo di tempo, gli scacchi hanno addirittura raggiunto il primo posto della categoria gaming di Twitch, superando videogiochi del calibro di League of Legends o Fortnite

Il merito è anche del primo vero influencer del mondo degli scacchi: il grande maestro statunitense, ma di origini giapponesi, Hikaru Nakamura. Non uno scacchista di secondo piano, ma uno dei principali giocatori contemporanei, capace di battere il record di Bobby Fischer e diventare a 15 anni il più giovane grande maestro statunitense di tutti i tempi. Dal 2018, Nakamura va in onda su Twitch su base regolare, giocando principalmente a scacchi ma dedicando tempo anche a giochi più frivoli come il flipper o facendo classifiche delle sue catene di fast food preferite.

Nell’ultimo anno Nakamura è passato da 80mila follower a oltre un milione, mentre le sue dirette vengono viste in media da 24mila spettatori contemporaneamente, facendogli conquistare il 44esimo posto tra gli streamer di Twitch più seguiti al mondo. Ma il boom delle partite di scacchi in streaming non è legato a una sola figura di successo, come dimostra il moltiplicarsi dei canali e delle personalità dedicati a questo antico gioco. Tra i più seguiti troviamo BotezLive (di Alexandra Botez e Andrea Botez), GothamChess (Levy Rozman) e Chessbrah (Eric Hansen). Alcuni di questi nomi hanno contribuito anche all’organizzazione di PogChamp: il torneo di scacchi, in partnership sempre con Chess.com, che si è tenuto su Twitch coinvolgendo alcune delle più importanti celebrità non scacchistiche attive sulla piattaforma (tra cui il rapper Logic).

Davvero gli scacchi possono essere un fenomeno di massa? Prevedibilmente, alcuni puristi hanno storto il naso: la rivista specializzata ChessTech ha sottolineato come le partite giocate da dilettanti “che si rendono ridicoli” tolgono spazio e visibilità a contenuti scacchistici di valore. Eppure PogChamp è stato il primo streaming di scacchi a superare un milioni di visitatori unici ed è stato seguito in diretta anche da 250mila persone contemporaneamente, rendendo un gioco la cui forma odierna risale all’epoca medievale un incredibile successo anche sulle più innovative piattaforme digitali.