Il Green Deal europeo unisce tecnologia ed ecologia

Il Recovery Fund spinge per un impegno congiunto di governi, imprese e comunità per ricostruire e trasformare le economie e affrontare la crisi climatica. Anche con il 5G

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La nuova onda green correrà di più anche grazie ai fondi in arrivo dall’Europa e grazie alla spinta della nuova tecnologia 5G. Il Green Deal europeo, lanciato già nel dicembre 2019 dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oggi è diventato il più grande pacchetto di stimolo verde nella storia dell'Europa. La trasformazione è arrivata già prima della pandemia ma questa ha impresso una forte accelerata a tutto il piano. Il nuovo programma comprende una serie di politiche e iniziative progettate per traghettare l'economia della Ue verso un futuro sostenibile e neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Nel mirino ci sono industria, trasporti, energia ma anche costruzioni edili che insieme sono responsabili per l’80% delle emissioni di CO2 in Europa. 

Anche la diffusione del 5G contribuirà a questo processo perché condurrà a una nuova ondata di innovazione green in tutto il mondo. Si tratterà di un’opportunità che coinvolgerà in particolare la fase post pandemia. Gli sforzi dovranno arrivare da governi, imprese e comunità per ricostruire e trasformare le economie e per poter affrontare la crisi climatica in corso.

In questa sfida, le aziende sono in prima linea. In questo senso si è mossa già da tempo Huawei. I risultati sono già tangibili. Per citare qualche numero, la società di Shenzhen ha riprogettato l’imballaggio utilizzato per ogni suo telefono della serie Mate con un risparmio di 55 grammi di carta per ogni confezione. Si tratta di un piccolo numero che però rapportato ai 10 milioni di telefoni venduti, significa 350 tonnellate di carta in meno utilizzata e 9.350 alberi salvati. 

L’attenzione di Huawei è però anche sulla produzione di energia verde. In un solo giorno la società genera 6 milioni di chilowattora di energia grazie al suo impianto fotovoltaico Baofeng di Ningxia, il più grande del mondo. Che viene sfruttato anche per l'agricoltura: protegge infatti 7 chilometri quadrati di coltivazioni di bacche di goji per gli agricoltori locali che così possono recuperare questa terra un tempo sterile. 

«Quelli citati non sono semplici numeri – spiega Catherine Chen, Corporate Senior Vice President and Director of the Board di Huawei -. La riduzione di emissioni di carbonio, il risparmio nell’utilizzo di elettricità e la grande quantità di energia solare generata riflettono il nostro impegno per la lotta contro il cambiamento climatico e sono il risultato degli sforzi incessanti dei nostri ingegneri e scienziati nello sviluppo di nuovi sistemi a favore dell’ambiente. Inoltre sono una testimonianza del progresso tecnologico raggiunto fin qui. Crediamo fermamente che la nuova tecnologia debba essere usata per il bene del pianeta, la nostra sola e unica casa».

L’impegno della società arriva da lontano. «Già a partire dal 2013, utilizziamo materiali di origine biologica in un'ampia gamma di nostri prodotti – racconta Catherine Chen -. Il solo uso di plastiche a base biologica ha aiutato Huawei a ridurre le emissioni di anidride carbonica di 612 tonnellate nel solo 2018».

Sono tante le iniziative per proteggere l'ambiente. Per fare un esempio, le soluzioni green ICT di Huawei sono pensate per guidare il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni in più settori. Anche i prodotti 5G sono sviluppati all’insegna del green con minor impiego di energia e di spazi. Ma il lavoro da fare è ancora molto. «Noi di Huawei crediamo che ogni piccolo progresso tecnologico che facciamo significhi un altro passo avanti per l'innovazione verde – dice Catherine Chen che  conclude: «Dobbiamo pensare in grande e agire in piccolo».