In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Padova, spettatori al minimo. Per la prima volta ecco il sorpasso del Cittadella

Una media di 2.971 a match: in serie D erano 4.100. Al Tombolato sono 3.498. L’Euganeo è un cantiere, la dirigenza è lontana dalla città

Stefano Volpe
2 minuti di lettura
Per la prima volta i tifosi del Cittadella presenti allo stadio hanno superato quelli del Padova 

Un sorpasso storico, destinato ad aprire interrogativi e dibattiti sul futuro. Per la prima volta in assoluto il Cittadella ha fatto registrare un maggior numero di spettatori casalinghi rispetto al Padova.

In questa stagione lo stadio Tombolato ha avuto una media di 3.498 spettatori mentre l’Euganeo si è fermato a 2.971.

Non era mai successo prima, nemmeno nelle due occasioni in cui ci sono state due categorie di differenza a favore dei granata. Come nel 2000/2001, quando l’esordio del Cittadella in Serie B fu seguito dal 2134 spettatori di media, mentre il Padova in C/2 sostenuto da 3457 appassionati.

Nel 2014/15, nonostante la discesa in Serie D, i biancoscudati fecero registrare oltre 4.100 spettatori, mentre il Cittadella in B si fermava a 2.643.

Le cause

Questo dato epocale nasconde cause complesse, da ricercare su entrambe le sponde. Il Cittadella in questa stagione ha partecipato a uno dei campionati di Serie B più ricchi di sempre in quanto a grandi piazze. Le varie Bari, Palermo e Genoa sono squadre capaci di muovere centinaia di tifosi in trasferta, come si è visto anche al Tombolato quando in un paio di occasioni il pubblico ospite era quasi in superiorità numerica.

Eppure, nella decisiva sfida di venerdì scorso contro il Como, il contatore del Tombolato si è fermato a quota 5.942. Al netto dei 605 ospiti, sono stati più di 5.300 i granata presenti. Un numero maggiore rispetto ai 4.000 biancoscudati arrivati all’Euganeo per i playoff contro la Virtus Verona.

Che sta succedendo, quindi, al Padova?

Una serie di eventi nefasti, uno dietro l’altro, che hanno contribuito a sfiancare la tifoseria. I due campionati persi consecutivamente sul filo di lana hanno demoralizzato una piazza che sente troppo stretta la Serie C. Ma probabilmente, ha pesato ancor di più la questione stadio.

L’Euganeo, uno degli impianti più freddi della penisola, non è mai stato amato. In più, da oltre tre anni si presenta come un cantiere a cielo aperto, circostanza che ha privato gli ultras di un settore dal quale tifare.

Il cantiere è quello della nuova curva sud costruita a bordo campo, che avrebbe dovuto essere pronta nell’autunno 2021 ma che deve ancora essere completata, tra lungaggini, polemiche e addirittura un sequestro giudiziario.

Il trend

Resta il fatto che, da quando si è insediata la proprietà Oughourlian, il Padova è passato dai 5.015 spettatori di media del primo anno di Serie C, ai 2.971 attuali. Un calo del 40% che non può più essere giustificato dalla pandemia, visto che la maggior parte delle altre piazze sono ritornate ai livelli di presenze pre-Covid.

E anche a Padova, con gli oltre 14.000 tifosi che hanno gremito l’Euganeo nella finale contro il Palermo, si è dimostrato che il pubblico, se attratto, sa rispondere con grandi numeri. In questa stagione solo i fedelissimi, in casa e in trasferta, non sono mancati.

Vanno riconquistati gli altri, ma come? L’attuale dirigenza non è riuscita a trasmettere empatia all’ambiente, non sono mai state attuate politiche per attirare gli spettatori allo stadio e la squadra appare sempre più distante dalla sua gente.

In attesa della nuova curva, serve un immediato cambio di rotta da questo punto di vista. Anche perché, senza un progetto chiaro e coinvolgente per la tifoseria, c’è il rischio che la prossima stagione il calo spettatori continui.

I commenti dei lettori