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Padova spettacolo, dominata anche la Juve U23

Dezi sbaglia un rigore, poi i bianconeri rimangono in 10. Nella ripresa Liguori e Cretella mettono in cassaforte i tre punti

Stefano Edel
2 minuti di lettura

Due vittorie su due, sei punti in classifica dopo tre giornate, ad una sola lunghezza dal terzetto capofila del girone, composto da Pordenone, Novara e Pro Patria, prossimo avversario all'Euganeo. Il Padova sbanca il campo della Juve Next Gen e lo fa con una prova di intelligenza e determinazione che conferme le ottime sensazioni regalateci dal successo sul Vicenza nel derby. Mister Caneo ha inculcato nel gruppo la "filosofia” del non mollare mai e Valentini & C. anche in questa occasione hanno creduto fortemente nella possibilità di portare via l'intera posta in palio, capitalizzando al meglio il vantaggio di giocare per più di un'ora in 11 contro 10. Sugli scudi ancora i giovani, con segnalazione di merito particolare per Carmine Cretella, 20 anni appena compiuti.

IL RIGORE FALLITO

Si torna al Moccagatta dopo quasi 4 mesi dall'ultima sfida con i giovani piemontesi, l'andata dei quarti di finale dei playoff andata in scena il 18 maggio scorso, e risolta da Chiricò. È cambiato il nome, da Juve Under 23 a Juve Next Gen, ma non la sostanza, perché questa è di certo la squadra più interessante della “cantera” bianconera. Spalti desolatamente vuoti, in curva ospiti 36 irriducibili tifosi padovani sobbarcatisi la non semplice trasferta, meritevoli di plauso. Ci sono delle sorprese nelle due formazioni, perché Brambilla lascia inaspettatamente in panchina Da Graca, salito alla ribalta della prima squadra di Allegri, mentre Caneo rinuncia a Ilie e Piovanello, oltreché a Radrezza, proponendo Calabrese nella retroguardia a tre, e Liguori con Russini sulle trequarti, alle spalle del giovanissimo Ghirardello (17 anni ancora da compiere). I biancoscudati partono bene, aggressivi e concentrati, e reclamano la massima punizione per un paio di interventi dubbi, davanti a Senko, prima su Liguori e poi Russini, ma l'arbitro fa cenno che non c'è nulla in entrambe le situazioni. Dove, però, il direttore di gara non può chiudere gli occhi è sull'intervento di Barrenechea ai danni di Vasic, dopo neppure un quarto d'ora dal via. Il penalty è netto, e sul dischetto, come contro il Vicenza, va Dezi. Il suo tiro, forte e teso, manda il pallone ad impattare sulla traversa e sulla respinta a Belli non riesce il tap in con il ginocchio.

LA JUVE RESTA IN 10

I ragazzi di Caneo continuano a fare la partita, peccando talvolta di precisione, ma dimostrandosi continui ed aggressivi nella loro azione. Purtroppo, Ghirardello fa molta fatica a mettersi in evidenza e il Padova paga dazio proprio lì, a ridosso e dentro i 16 metri dell'area. Russini fa gridare al gol quando, su lancio di Cretella, supera il portiere in uscita, ma la palla è alta sulla traversa (e l'ex Catania, oltretutto, era in fuorigioco). Al 35' la Juve resta in 10, per l'espulsione di Mulazzi, reo di essersi “beccato” due cartellini gialli in pochi minuti. Una perdita pesantissima, che inciderà in modo determinante sull'esito del match.

DENTRO RADREZZA: così CANEO la VINCE

Forte dell'uomo in più, il tecnico sardo cambia assetto dopo l'intervallo, inserendo Radrezza e passando alla difesa a 4, con Vasic e Jelenic arretrati sulla stessa linea di Belli (spostato centrale) e Valentini.

La Juve non ci sta e fa correre un lungo brivido a Donnarumma con Sersanti, che chiama il portierone ad una deviazione in angolo (16'), poi Caneo toglie Russini per Piovanello e Ghirardello per De Marchi e anche stavolta indovina le mosse. Perché i veneti sbloccano il risultato con Liguori, al suo primo centro in biancoscudato, su assist proprio dell'ex Sudtirol (20') e raddoppiano con Cretella, bravo a fiondare alle spalle di Senko dopo aver ricevuto palla ancora dall'attaccante veronese (41').

Quando il risultato è ormai in cassaforte, con la Juve in 9 per l'infortunio occorso a Barrenechea, Valentini commette un fallo ingenuo in area su Iling-Junior, punito con il rigore (43'). Lo stesso attaccante di colore calcia dal dischetto, Donnarumma intercetta ma non può impedire al pallone di entrare (44'). Adesso sotto con la Pro Patria, sabato all'Euganeo. Ci stai divertendo, caro Padova, continua così.

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