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LA PAZZA GIOIA PADOVA

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Noi non possiamo dimenticare da dove veniamo.

Abbiamo passato i giorni del sogno, quelli della speranza, poi quelli del dispiacere, della rabbia e della confusione. A volte abbiamo avuto voglia di abbandonare tutto, ma ogni volta ci siamo rialzati e abbiamo ripreso il nostro cammino per quanto dura potesse sembrare. Noi sappiamo da dove veniamo, che cosa abbiamo passato, e come ci siamo ritrovati qui, così.

Però stavolta è successo qualcosa di diverso. Forse è tutto sintetizzato in quello slogan della nuova campagna abbonamenti: «Ti amerei anche se vincessi», scritto accanto alle maglie biancoscudate.

Ci sono parole che ti lavorano nell’anima e nemmeno te ne accorgi. E quello slogan suona così: ti amerei a prescindere, perché fai parte di me. E se non puoi darmi quel che vorrei, lo accetto per scoprire che ti amo lo stesso. Non mi interessano i numeri, la classifica, il girone e chi ha ragione o torto. Mi interessi tu, solo perché sei tu. Tu che ti chiami Padova. Che sei la mai gioia e la mia pazzia.

In molti si sono chiesti da quanto tempo non si erano sentiti così felici, insieme, come sabato. L’Euganeo illuminato, i vicentini, e poi la nostra emozione. C’era gioia prima, e c’è stata tanta gioia dopo. C’era la gioia e c’era la follia di questa squadra che gioca con un cuore grande così. Sorride, e ci crede, e non gliene frega niente di chi ha davanti.

C’eravamo noi tutti intorno a quei ragazzi in campo. E abbiamo vinto qualcosa di più di una partita. Abbiamo vinto una nuova gioia, che vogliamo avere sempre: la gioia di chi ama, anche se non vincesse.

Tu che leggi queste parole mentre bevi un caffè al mattino o uno spritz alla sera, anche tu sarai responsabile da questo momento in poi della nostra gioia. La dobbiamo curare, proteggere, sostenere. Ognuno di noi può fare la sua parte: dal mister fino al più piccolo dei tifosi. Sentirsi nella gioia, nella pazza gioia di un nuovo meraviglioso amore. —



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