Rugby Summer Series. L’Italia cerca l’accesso per giocare la finale col Sudafrica

Mercoledì 6 allo stadio Monigo di Treviso (ore 20, diretta youtube) gli Azzurrini di Brunello allo “spareggio” con il Galles

TREVISO
Per una lunghezza nella differenza punti in caso di parità contro il Galles, l’Italia andrebbe alla finale per il primo e secondo posto di martedì 12 luglio. Il primo criterio è lo scontro diretto e non sarebbe questo il caso. Anche la Georgia si trova nella situazione in cui un pareggio dopo due sconfitte darebbe l’accesso alla finale per il 5° e 6° posto e non per gli ultimi due.

Ovviamente serve vincere perché il pari nel rugby è raro come un terno al lotto: non è mai uscito nelle 20 precedenti sfide fra Under 20 (17 vittorie gallesi, tre italiane di cui le ultime due di fila) e pure fra le Maggiori resta un caso quel 18-18 a Cardiff spuntato nel 2006 dal gruppo dei Bergamasco e ct Berbizier.

La sfida

Italia Galles, nonostante le difficoltà dei dragoni contro la Georgia (un 30-24 con sbandamenti notevoli nella ripresa), mette a confronto le vere forze del gruppo B, la possibilità di accedere a una finale che, con una composizione diversa dei gironi – va detto – avrebbe visto un percorso molto più accidentato. Per il ct Brunello sarebbe però il coronamento con merito del lavoro di un biennio che prosegue quando di buono avevano mostrato i ragazzi nati nel quadriennio 1998-2001. Quello che resta negli occhi per stabilire i valori in campo sono le vittorie azzurre a Colwyn Bay a marzo, e nel 2021 in Italia con un gruppo però diverso. Degli Azzurrini di marzo non ci sono al torneo capitan Ferrari per infortunio e Alessandro Garbisi promosso nel gruppo di Crowley.

Assenti e formazione

E stasera alle 20 (stadio Monigo di Treviso, biglietti 20 e 30 €, diretta Federugby su youtube) non ci sarà il capitano di queste Summer Series: Ross Vintcent che ha dimostrato una leadership specie quando gli Azzurrini hanno peccato di “superiorità” permettendo a Georgia prima e Scozia giovedì scorso di rimettere fuori la testa. Vintcent non ha recuperato dalla lesione muscolare al polpaccio. Recupero invece degli altri due acciaccati più preoccupanti, il tallonatore Frangini e l’apertura Sante, entrambi in campo. In prima linea, recuperato Frangini al tallonaggio, Genovese riguadagna la maglia 3, con Bartolini confermato a sinistra. Confermati in seconda Mattioli e Ortombina (capitano di giornata), mentre in terza linea il numero 8 viene assegnato a Rubinato, con Cenedese e Marini flanker. In mediana Sante (prossimo compagno di Paolo Garbisi al Montpellier) dopo i pochi minuti giocati giovedì a causa dalla contusione alla coscia, ritrova la cabina di regia assieme al numero 9 Cuoghi, pronti a gestire una linea veloce che ricostruisce la cerniera centrale Mey-Passarella con triangolo allargato composto da Pani ad estremo e il duo Lazzarin-Cuminetti alle ali.

Il ct Brunello sul Galles

«Siamo un po’ frastornati da questo sviluppo», ha detto Massimo Brunello. «Inutile star qui a dire quanto l’apporto di un leader come Ross sia fondamentale, ma questo è il rugby, questo è ciò che in una competizione così dura può accadere, e quindi lo accettiamo e guardiamo avanti, senza timore perché la forza di questo gruppo è proprio lo spirito di gruppo. Sono fiducioso sulla performance dei ragazzi, contro un Galles che ci metterà sicuramente a dura prova».

Un Galles “nuovo” che ha impressionato contro la Scozia (sei le mete messe a segno) ma ha mostrato i già citati problemi di tenuta con il pack. «Ed è lì che sappiamo di potergli far male, sfruttando le nostre caratteristiche di un pacchetto forte fisicamente e capace in fase di conquista. Chiaro che il Galles ci avrà studiato approfonditamente, ormai tutti sanno che il drive è una delle nostre armi migliori, non solo in ottica di far punti, ma anche in giro per il campo. Ai ragazzi ho detto che la nostra parola d’ordine deve essere equilibrio, tenendo alta la nostra intensità e la nostra disciplina per tutti gli 80 minuti: sfrutteremo al massimo il dosaggio delle forze, gli undici cambi consentiti sono davvero molto importanti da questo punto di vista».
Intanto in patria i dragoni vanno sprecando complimenti per la coppia di centri Mason Grady e Joe Hawkins, paragonati per doti fisiche e stile di gioco a due leggende nel ruolo: Jamie Roberts e Jonathan Davies. I nostri Mey e Passarella non sono da meno.

E IL SUDAFRICA VA DRITTO IN FINALE VINCENDO IL GIRONE DI FERRO

VERONA

Finisce 42-27 per il Sudafrica (5 mete contro quattro) che martedì 5 luglio ha rifilato ai baby Bleus la seconda sconfitta del torneo e va dritto alla finale di martedì 12 contro la vincente di Italia e Galles stasera a Monigo. Non poteva essere diversamente e questa vittoria, pur non essendo un mondiale segna il passaggio di consegne dalla Francia, dominante nelle ultime edizioni iridate, ai baby Boks.

Il Sudafrica ha dimostrato sin dalla prima partita di avere un motore molto più potente di tutte le altre di questo girone di ferro. Segnaliamo per il futuro di tener d’occhio la terza linea centro Cameron Honekam, statuaria e ball carrier agile e imprendibile, oltre alla mediana con il 9 Nico Steyn e l’apertura Sacha Mngomezulu e il primo centro Suleiman Hartzenberg. Ma ci sono ben pochi punti deboli nel telaio dei baby Springboks ieri a segno con Hartzenberg (24') Venter (28' e 45') Khan (60') Vokozela (73'). Mentre sul fronte dei Bleus va segnalata la bella prova dell’apertura Bielle-Biarrey autore di due mete.

La partita è stata in bilico solo sino al 20’ ancora sullo 0-0, ma hanno inciso molto le condizioni climatiche: giocare a certe temperature è molto duro anche per degli atleti ventenni. Poi il Sudafrica ha trovato al largo incursioni e mete e, nonostante la Francia abbia ribattuto punto su punto (almeno sino al 22-20) non è mai stata messa in discussione la superiorità del loro gioco. È la finalista che più ha meritato.

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