Tennis, sull’erba del Gaibledon Van Uytvanck esulta davanti alla Casellati

Il Veneto Open di Gaiba era il primo Wta125 su erba in Italia, in finale Sara Errani si è arresa alla belga. Ora puntano a Wimbledon 

ROVIGO. Si chiude il “Veneto Open Internazionali Confindustria Venezia e Rovigo”, torneo femminile internazionale di tennis WTA125, giocato sui campi in erba naturale del Tennis club Gaiba, in provincia di Rovigo. Meglio conosciuto come Gaibledon, è un vero e proprio miracolo sportivo: si tratta del primo Wta125 (con diretta Eurosport) di tennis su erba in Italia. A salutare le finaliste e complimentarsi per il torneo è arrivata il Presidente del Senato della Repubblica Italiana Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Un torneo che sembrava impossibile (quest’anno sono solo 8 i tornei Wta su erba, e Gaiba è il Comune più piccolo del mondo a ospitarne uno), invece è diventato realtà. Il titolo del singolare è andato ad Alison Van Uytvanck, sicuramente la giocatrice che si è trovata più a suo agio su questa superficie durante tutta la settimana. Si è visto un tennis diverso dal solito, qualcuna magari avrà storto il naso (il serve and volley era un’arma a doppio taglio), altre si sono divertite a mille, crescendo tecnicamente e tatticamente. Nessuna difficoltà per la trionfatrice neanche  in un match chiuso in due set 6-4 6-3 contro Sara Errani che comunque è stata contenta della sua settimana “sull’erba”, mantenuta ogni giorno all’altezza di 8 mm come da storica tradizione, 100% chemical free.  L’incontro è stato a senso unico, Alison ha dimostrato facilità sia a rete che nel passante. Forse il match sarebbe stato diverso se Sara avesse sfruttato le tre palle del 5 pari nella prima frazione di gioco.

“Volevo giocare più incontri possibile sull’erba, non mi aspettavo questi risultati” dice Van Uytvanck. “Un lato del campo non era buona come l’altra e devi giocare palle basse e corte che non rimbalzavano. Sara faceva lo stesso ogni tanto. A un certo punto giocavamo più a scacchi che a tennis”. 

«Andrò a Gaiba per allenarmi per Wimbledon. Il torneo è sull’erba e sarà importante per prendere confidenza con una superficie non certo semplicissima. Cercherò di prepararmi al meglio per Wimbledon», aveva detto Martina Trevisan, uscita poi ai quarti: era reduce dalla semifinale del Roland Garros e ora punta a una rinvincita a Wimbledon.

“Siamo molto contenti di come ha risposto il pubblico. - dice Elia Arbustini, Presidente del Tennis club Gaiba – E’ stato bello anche vedere con quale affetto hanno supportato le italiane in campo. Siamo orgogliosi di aver portato qui il tennis internazionale a portata degli appassionati, ma anche per farlo conoscere a chi non si è mai avvicinato a questo sport. Il bilancio è positivo, ci saranno delle cose da limare, ma è una buona base per il futuro”. “E’ stata un’esperienza entusiasmante – afferma Fabio Morra, direttore del torneo – in cui abbiamo messo tutto il nostro impegno. Spero che sia stata per tutti gli appassionati, ma anche per chi non conosceva il tennis, una settimana da ricordare”. “Siamo entusiasti di aver potuto ospitare a Gaiba, piccolo comune che sfiora i 1.000 abitanti, il WTA VENETO OPEN. Grazie a tutte le istituzioni, sponsor, volontari staff e naturalmente al Presidente del Tennis Club Gaiba Elia Arbustini e al suo direttivo per lo sforzo titanico nell’organizzare l’unico torneo femminile su erba naturale del Mediterraneo. Grazie al pubblico per la numerosa partecipazione.”, dice Nicola Zanca Sindaco di Gaiba.

Nel doppio le americane Madison Brengle e Claire Liu non hanno avuto problemi a imporsi su Vitalia Diatchenko e Oksana Kalashnikova 6-4 6-3. La partita è stata a senso unico, molto più competitive e chiare nel gioco le americane e più concrete soprattutto nel secondo set dove hanno imposto e gestito gli scambi secondo il loro ritmo. 

Per i 6 mila che hanno assistito al match è stato un torneo memorabile: il Gaibledon vuole diventare un appuntamento fisso per le erbivore che preparano il torneo per eccellenza, Wimbledon.

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