L’opinione: Calcio Padova, è il momento della rifondazione

Due finali perse in due anni: ora la società pensi a cambiare l’ambiente o, meglio, i giocatori che determinano l’ambiente

PADOVA. Due finali perse in due anni: la prima te la perdono, la seconda no. Non così. La prima volta puoi anche dire che si può ripartire dal nucleo centrale, dal gruppo che ha mancato l’obiettivo solo ai rigori. Ma questa volta cosa vuoi dire? La sconfitta arriva per volontà propria.

Nella partita di andata una papera tra difensori (Curcio e Gasbarro) ha dato la rete al Palermo. Questa volta i regali sono stati due: la mano di Pelagatti (inutile, stupida, incomprensibile) che ha regalato il rigore e poi l’espulsione di Ronaldo: una testata infantile, da oratorio, e non è che uno è capitano perché è libero di fare stupidaggini. Anzi.

Ora è giunto il momento di rifondare. Deve cambiare l’ambiente, o meglio i giocatori che determinano l’ambiente Padova. Nuovi pensieri, nuove persone, nuove idee. Solo se cambi l’ambiente cambia anche il modo in cui attui il tuo comportamento. E cambiando il comportamento, puoi cambiare la tua identità. In questo momento la nostra identità è quella di una squadra che non ce la fa proprio, arriva fino a lì e poi cade e cerca delle scuse.

Questa idea di sfiga che è tutta nella testa dei giocatori, va cacciata via. Non sappiamo se un buon numero di buoni psicologi potrebbero aiutare. Di sicuro cambiare gli attori della squadra è un modo più veloce per ripartire. Non tanto per salire in B: ma almeno per avere un gruppo con un cuore grande almeno come questa città.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Crollo ghiacciaio Marmolada, continuano le ricerche dei dispersi: le immagini dal drone

Insalata di quinoa con ceci, fagiolini, cetrioli, more e noci con salsa al cocco e curry

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi