Calcio Padova, Pelagatti e il sogno della serie B: «Sentiamo un’onda positiva»

È uno dei leader dei biancoscudati: ha fallito l’occasione di battere il Sudtirol nel finale ma crede nella promozione. Domenica o la va, o la spacca per la promozione diretta

PADOVA. Parola d’ordine non pensare al passato. Che sia quello prossimo o più remoto. Tipo il finale della scorsa stagione: «Una cosa più unica che rara arrivare in vetta a pari punti, essere costretti ai playoff e perdere la promozione all’ultimo rigore della finale», ricorda a denti stretti Carlo Pelagatti, che non vorrebbe nemmeno più pensare all’ultima partita giocata, anche se nella mente gli scorre ancora il flash dell’azione nei minuti di recupero: «Mi sono sognato quel colpo di testa, avrei potuto fare meglio ma il portiere è stato molto bravo. Complimenti a lui e al Sudtirol che ha impostato la partita per concederci pochissime occasione. Quanto a me, magari il gol lo segno alla Virtus».

Sì, perché questa è l’unica meta verso la quale focalizzarsi. Non il passato né soprattutto un eventuale futuro fatto di attesa, preparazione e playoff. «Ci stiamo giocando qualcosa di straordinario perché un mese e mezzo fa nessuno si sarebbe immaginato che potessimo essere ancora in corsa all’ultima giornata. Dobbiamo essere contenti e carichi perché i giochi non sono chiusi come leggo da qualche parte. Non è tutto già scritto, abbiamo ancora le nostre possibilità, le sorprese ci sono sempre e noi dobbiamo farci trovare pronti».

La Triestina avrebbe anche qualcosa da farsi perdonare dall’anno scorso. Credete possa mettere i bastoni tra le ruote al Sudtirol?

«Di sicuro è una formazione molto valida che ci ha messo in difficoltà sia all’andata che al ritorno. È stata costruita per vincere».

Quanto a voi, invece, serve segnare il maggior numero di gol possibili. Come si imposta una partita con l’obiettivo di vincere con tre reti di scarto?

«Intanto c’è da dire che se il Sudtirol dovesse perdere basterebbe solo vincere. Dobbiamo iniziare la gara con la volontà di incanalarla subito sui binari giusti, alla Virtus serve un punto ma non ci interessa. Pensiamo a noi e a fare una grande gara».

L’ultima giornata dello scorso anno la situazione era simile e andò male. Questo vi fa aumentare la voglia di rivalsa o lo scetticismo?

«È una situazione diversa, mentalmente ci arriviamo in maniera opposta. La scorsa stagione abbiamo perso terreno nelle ultime tre partite, ci sono stati episodi storti e anche dal punto di vista emozionale è stato un finale negativo. Ora è diverso, si è creato tantissimo entusiasmo nella tifoseria ma anche nel gruppo, grazie al mister e al direttore. C’è un onda positiva che ci fa ben sperare. Domenica ci giochiamo tutto e se andrà male vinceremo i playoff».

Un’altra cosa che è cambiata, rispetto a 12 mesi fa, è la presenza dei tifosi. Quanto conta?

«Tantissimo. Ne parlavamo in spogliatoio ricordando che ad Alessandria purtroppo non c’erano a causa delle restrizioni. Dopo due anni di clausura vederli sbarcare in massa a Bolzano è stato emozionante. Possiamo solo ringraziarli e aspettarli in tanti anche all’Euganeo sperando di festeggiare insieme a fine partita».

Lei è uno dei pochi reduci dall’inizio dell’era Oughourlian. Domenica si chiuderà un lungo cerchio.

«Sono arrivato tre anni fa con l’obiettivo di portare il Padova in Serie B e sono felice di potermelo giocare. Sono in scadenza di contratto, mi piacerebbe continuare qui ma non ne ho ancora parlato».

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