Padova, ecco le prime parole di mister Oddo: «Sento che questa squadra è adatta a me»

Ha firmato solo fino a giugno: «In passato esperienze negative con i contratti: se ci piaceremo allora andremo avanti»

PADOVA. 
Massimo Oddo, dopo una carriera vissuta sempre tra Serie A e B, cosa l’ha spinta a scendere di categoria?

«La Serie C non mi spaventa, io sono un amante del calcio e il calcio è bello ovunque si possa lavorare bene. Ho la sensazione che a Padova ci siano i presupposti per farlo e che con questa squadra si possano ottenere risultati. Il coraggio non mi è mi è mai mancato, io vivo di amore per questo sport e mi fido delle sensazioni che percepisco».

Ci vuole coraggio per subentrare a un allenatore che, nonostante il secondo posto, aveva una media punti da record?

«Pavanel ha fatto tanti punti con una squadra costruita per vincere. Penso che sia la normalità. Di sicuro se riusciremo a raggiungere l’obiettivo il merito sarà anche suo, ma non mi pongo il problema del perché sia stato esonerato. Guardo a me e sento nel profondo di poter far bene».

Da cosa deriva la scelta di firmare fino a giugno senza opzione di rinnovo?

«Ho avuto esperienze negative che mi hanno portato a non credere più nei progetti contrattuali. Il progetto della società è un conto, quello contrattuale un altro. Credo che un allenatore debba destare in primis una buona impressione ai giocatori, alla società e ai tifosi. Mi metto in discussione e non voglio vincolare la società a me. Se ci piaceremo andremo avanti, altrimenti no».

È stato contattato lunedì ma è arrivato solo giovedì. Ha voluto rifletterci?

«Quando mi hanno chiamato ero contento perché conosco Padova e avevo sentito parlare bene della società. Su questo non avevo dubbi ma volevo essere certo di poter fare un bel lavoro. Ultimamente ho rifiutato alcune proposte, anche da società blasonate, perché sentivo che non sarei riuscito a lavorare bene. Siccome ho fatto tante scelte sbagliate, ho voluto studiare la situazione ed essere certo di dare una risposta convinta. Avevo visto il Padova dal vivo all’Euganeo contro il Sudtirol ma da lunedì mi sono visto altre 15 partite. Ho accettato perché penso che la squadra sia adatta a me».

A tal proposito, tra i tifosi è montata un po’ di polemica sul fatto che mercoledì lei era in tv e non all’Euganeo a vedere la partita. Come mai?

«La squadra la senti quando la alleni, vederla in tivù o dal vivo cambia poco. Avevo preso un accordo pregresso, avevo l’ultima puntata da registrare con Prime, ci dovevo andare».

Crede sia ancora possibile la promozione diretta?

«Nel calcio tutto è possibile, anche se dieci punti da recuperare sono tanti contro una squadra che ha incassato sei gol e non ha mai perso. È difficile, ma dobbiamo porci l’obiettivo di vincerle tutte, che siano solo gare di stagione regolare o anche di playoff. Io sono venuto qui con l’unico obiettivo di vincere il campionato».

Che idea di calcio trasmetterà?

«Cercheremo di arrivare al risultato tramite un buon gioco, che non è il bel gioco. Il buon gioco è conoscere i propri giocatori e cercare di metterli nelle condizioni per rendere al meglio. Qui bisogna vincere ma sono dell’idea che sia più facile farlo se giochi un buon calcio. Se ci riusciremo faremo divertire il pubblico».

Si riparte dal 4-3-3?

«Sì. Non stravolgerò la tipologia di allenamento, il preparatore atletico è rimasto lo stesso e io porto solo il mio vice Marcello Donatelli. Metterò qualcosa di mio ma senza stravolgere molto, visto che c’è pochissimo tempo e si gioca spesso ogni tre giorni. Darò pochi concetti ma decisi, se entrassi a gamba tesa farei danni».

Che impressione ha della piazza di Padova?

«Che ha voglia di calcio vero perché ha vissuto stagioni importanti e vorrebbe riviverle. Per questo capisco che stare in C qualche anno porti malcontento. Il nostro obiettivo è provare a ridare vita ai sogni dei tifosi».

Gli stessi tifosi che ieri hanno appeso uno striscione all’Euganeo: “Tre anni di progetti, 30 giorni di follia”. Ha riposto loro il ds Mirabelli: «Da quando sono qui i tifosi ci hanno sempre incitato, ci sta che siano arrabbiati visto che sono tre anni che il Padova cerca di conquistare la promozione. Ci dispiace e ci impegneremo per arrivare in Serie B il prima possibile». —
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Bambino scomparso a Tambre: ecco il momento del salvataggio

Bruschette integrali con fagioli e zucchine marinate

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi