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Franchigie, verso il bando per le nuove Zebre Gara a tre fra Petrarca, Rovigo o ancora Parma

Tempo di candidature: in estate la decisione “politica” se mantenere o trasferire dal 2023/24 l’altra piazza professionistica dell’Urc con Treviso

Fabrizio Zupo
3 minuti di lettura

la svolta

/ PADOVA

Siamo alle candidature. Non più solo reazioni alle dichiarazioni del presidente Fir Marzio Innocenti al settimanale Midi Olimpique sull’inutilità delle Zebre nella loro situazione attuale.

Sono progetti con richieste firmate: quella di Padova è in pole (ha tre anni, ma la risposta è arrivata solo tre mesi dopo il voto quando Innocenti ha scritto al Petrarca ricevendo dal presidente Alessandro Banzato conferma della volontà di impegno “concreto”, singolo e autosufficiente); quella di Rovigo depositata tre mesi fa dal presidente Francesco Zambelli, mentre attorno a Parma da giorni è iniziata una “chiamata al portafoglio” da parte di Giovanni Poggiali (ex presidente del Comitato Regionale, membro di Rugby Europe).

I tempi. La franchigia di Parma resterà in campo tutta la stagione 2022/2023 ma da almeno un anno saprà il suo destino. Entro quest’estate la decisione politica se mantenerla o trasferirla.

I soldi. Si cerca, senza girarci attorno, chi garantisca per 4 anni almeno 4,8 milioni di euro all’anno, pari alla cifra investita dalla Fir che detiene la licenza per l’Urc. Così come accade per Treviso, dove il budget totale (Fir più Benetton) è di 9,6 milioni di euro.

I criteri.Parma ha coagulato la politica regionale in un appoggio forte di fronte al rischio uscita, ma non ha raccolto lo stesso in finanziamenti.

Che poi non è solo questione di denaro: le Zebre, nonostante 4 club di Top 10 nell’intorno, paiono scollate dalla città di Parma. Strutture, pubblico, tradizione, livello tecnico saranno, oltre ai soldi, i criteri di scelta. Serve poi l’esperienza organizzativa ma non si compra. Il Benetton l’ha sviluppata in 12 stagioni di Celtic: nel giorno dell’evento ci sono 47 persone in azione al Monigo. Una squadra più numerosa di quella in campo.

Padova-Treviso. Per Padova, l’Urc sarebbe una manna. Avere l’alto livello a distanza di una corsa del tram. In più che evento sarebbe il ritorno del derby ! Urc volano economico per la città con indotti già visti a Treviso. La vicinanza delle franchigie (critica di chi l’osteggia) crea concorrenza che spinge in alto la qualità di entrambe. In Galles i km fra Cardiff, Newport e Swansea sono minori. Questi i pro dello scenario. Certo il Benetton perderebbe l’esclusività territoriale, il pescare promesse come ciliegie dai vivai veneti.

Altri progetti. Fin qui gli attori in gioco. Altre candidature? Milano: è stata sondata la disponibilità del sindaco Giuseppe Sala per ottenere un impianto che ospiti la Celtic. Ma non c’è nulla nero su bianco. Roma? Il progetto c’è ed è quello del recupero del Flaminio che vede già operativo il Credito Sportivo nell’investimento. Saranno coinvolte Fir e Federnuoto (per le piscine sotterranee) oltre a un centro commerciale. Diciamo qualcosa che non si fa in pochi mesi.

Le parole. Il Petrarca ha detto tutto da tempo e l’ha ribadito dopo le dichiarazioni di Innocenti a Midol. Lo stile è l’understatement. È in attesa.

Zambelli: «Abbiamo fatto richiesta. Vogliamo partecipare al bando. Garantiamo il budget. C’è chi ce l’ha superiore. Vedremo. Ora stiamo correndo: il Comune farà i lavori al Battaglini per gli standard internazionali raddoppiando la palestra e l’hospitality. Ci vorrà più tempo per la copertura della tribuna est. I posti sono 5mila (4500 seduti e distanziati 60 cm, 500 dietro la curva)».

Su Padova, Zambelli cede a una suggestione: «Correre assieme sarebbe l’unica chance possibile. Mettendo assieme le tifoserie. Ho detto a Innocenti: se la franchigia va a Padova noi andiamo via. Che ci stiamo a fare in un campionato se non c'è il Petrarca? Contro chi gioca Rovigo? (ride ndr). In ogni caso se la Celtic va a loro noi moriamo, se va a noi il contrario. Va evitato. A cavallo dell'Adige ci potrebbe stare. Pure se si gioca sempre a Padova. Sarei disposto a mettere da parte il campanilismo. Con me ci sono imprenditori che sanno che non sarà una passeggiata». Ad esempio gli Ospreys sono la fusione degli storici club Neath e Swansea per restare in Galles.

Poggiali: «Sono allineato al presidente Fir. La cosa più logica da fare è mettere in un bando la questione. La più limpida. Io però faccio il tifo per Parma. C'è un intorno alle Zebre fatto di 4 squadre di Top 10. Come solo in Veneto. Se poi non succede e l'interesse superiore della Fir è altro lo accetto. Arrivo al paradosso di accettarne due a Treviso. È il professionismo. Io sono a disposizione con chi ci sta per Parma. I soggetti ci sono, ognuno ha dietro un club. Nessuno da solo ha 4,8 milioni da garantire».

Parlando di Parma, il nome di Giancarlo Dondi ex presidente Fir che gestì il parto delle franchigie è d’obbligo: «Serve buon senso. La città non è legata alle Zebre, le ha sempre viste come rappresentanza federale, non una società da vivere tutti i giorni. Che vadano via da Parma a me non importa molto. Ma non è che andiamo a regionalizzare ancora di più il rugby? Padova è perfetta, l'unico problema è che c'è Treviso lì. Io non sono contrario ma va valutata l’opportunità delle uniche due squadre Pro a 50 km. Certo se lì ci sono i soldi e qui nessuno li mette...».––

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