Inter, è iniziato il ciclo di Inzaghi E Sanchez vuole essere titolare

La vittoria della Supercoppa e il primato in campionato rafforzano il rapporto con il tecnico Il presidente Zhang guarda già al futuro e vuole inaugurare una nuova stagione di successi 

il caso

MILANO


Una vittoria meritata contro la Juventus, arrivata proprio all’ultimo secondo utile, che premia un gruppo e consacra un allenatore mai sopra le righe, un lavoratore instancabile e un eccezionale uomo di campo, Simone Inzaghi. Solleva la Supercoppa, ormai senza un filo di voce dopo aver incitato i suoi per oltre centoventi minuti, consapevole di poter iniziare un ciclo all’Inter, un club dove i tecnici – vincenti o perdenti – non sono mai durati abbastanza.

multa di 10mila euro a Bonucci

È questo probabilmente il significato di una partita dura, non bella, tesa, a tratti nervosa chiusa da un brutto gesto di Bonucci ai danni del segretario dell’Inter Mozzillo forse per l’esultanza al gol di Sanchez quando sembrava ineluttabile che si andasse ai rigori, forse una battuta inopportuna di Mozzillo ha acceso Bonucci, ma poi tutto è rientrato con post e parole distensive sul web.

Comunque, multa di 10mila euro a Bonucci e 5mila di ammenda all’Inter. La sfida tra Inter e Juve è sempre e in ogni caso ad alta tensione. La squadra di Allegri conferma tutte le difficoltà di questa stagione, i nerazzurri invece mostrano una mentalità vincente e una forza che potrebbero portare dritto allo scudetto, il secondo di fila. Uomo partita sicuramente Sanchez che ora chiede spazio e un posto da titolare, esprimendo – nel momento del trionfo – una certa amarezza per essere stato marginalizzato. Un leone in gabbia ancora affamato e carico, come si è definito. Inzaghi è avvertito e potrebbe tenerne conto già nella partita contro l’Atalanta, schierandolo dal primo minuto con Lautaro. Il giorno dopo la vittoria, con il doveroso viatico del presidente nerazzurro Steven Zhang, si guarda già al futuro.

C’è voglia di stabilità e di costruire qualcosa di duraturo con Inzaghi. L’allenatore ha conquistato pubblico, dirigenti e giocatori e sembra essere la carta vincente di un gruppo che ha saputo tenere unito dopo l’addio di Conte. Sembrava impossibile rimpiazzarlo, ma alla fine non ci sono rimpianti. Conte faceva salire adrenalina e tensione, troppo spesso polemico, a volte inutilmente, implacabile fuori e dentro lo spogliatoio. Inzaghi è agli antipodi: umiltà, passione, calma sono le sue parole chiave. Un’eleganza e uno stile che lo rendono l’“uomo della provvidenza” almeno per questa Inter con il primo titolo della stagione già in bacheca. —

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