«Non prendiamo più gol e basta cali di tensione Il contratto? C’è tempo»

Antonio Donnarumma si sente un punto di riferimento per i compagni «Gigio? A Natale ad Abano gli ho preparato gli spaghetti alle vongole»  

“SENTI CHI PARA”/2

Antonio Donnarumma, tra una settimana, facendo gli scongiuri, si riparte. La sosta è stata più lunga del previsto, come avete affrontato questo mese di incertezze?


«Con uno spirito molto ottimista, abbiamo cercato di sfruttare il tempo a disposizione per allenarci duramente e migliorare le cose che non hanno funzionato nella prima parte di campionato. Piccoli dettagli, ma che se curati giorno dopo giorno possono fare la differenza da qui in avanti. Non vediamo l’ora di ricominciare».

Il Sudtirol è distante due punti ma ha due partite da recuperare e ha intenzione di rinforzarsi ancora nel mercato di gennaio per puntare alla promozione diretta. Quanto è dura la rimonta?

«Il Sudtirol sta disputando un campionato strepitoso ma io guardo in casa nostra e alla rosa del Padova che resta fortissima. Siamo in crescita, nelle ultime partite abbiamo preso pochissimi gol e dobbiamo ripartire da questo aspetto per migliorarci ancora. Il campionato è lungo, dobbiamo crederci ed essere bravi ad approfittare dei passi falsi dei nostri avversari».

Ultimamente si sono visti grandi progressi difensivi, ma tra ottobre e novembre sembrava quasi che lei prendesse gol al primo tiro in porta. Frustrante?

«Ci ho pensato. Sembrava non ne andasse dritta una, sono momenti in cui vorresti fare molto di più ma l’importante è restare calmi. Non perdere mai la testa e continuare a lavorare. Tutti sbagliamo e tutti abbiamo dei difetti. Ma se c’è una cosa della quale sono contento è di essermi calato in questo campionato con la testa giusta. Ho messo il massimo impegno ogni giorno, provando sempre a migliorarmi».

Per questo c’è chi la vede come il vero di leader della squadra. Si sente così?

«Mi sento un punto di riferimento ma come lo sono tanti altri compagni perché siamo un gruppo forte e cerchiamo di aiutarci l’uno con l’altro. Fin dal primo giorno ho voluto portare entusiasmo e sorriso. Mi piace caricare i compagni, cercare di trovare le parole giuste soprattutto con i difensori per tenere sempre alta l’attenzione con l’obiettivo di non prendere gol. La mentalità vincente si crea quando tutti danno il massimo e si aiutano a vicenda. A volte ci hanno fregato proprio i cali di tensione».

La parata più bella e il gol che poteva evitare?

«La parata più bella nel primo tempo contro la Juventus Under 23, sullo 0-0, una respinta su un diagonale insidioso. Quella sfida, poi vinta, ha dato il là a un filotto di risultati positivi, ma se fossimo andati in svantaggio sarebbe stata dura da recuperare. Il gol che più mi ha infastidito è stato l’1-0 del Lecco, da fuori area. Dovevo prenderlo. Ma su ogni situazione si può fare meglio e io lavoro per questo».

Il suo contratto scade a giugno, ha già parlato con la società del rinnovo?

«No, ma ora non ne sento il bisogno, arriverà il momento. Mi piacerebbe molto restare a Padova e ritornare a livelli più alti con la maglia biancoscudata. Sia io che questa piazza vogliamo vincere il campionato e toglierci grandi soddisfazioni».

A Natale ha ospitato suo fratello Gigio, gli ha mostrato le bellezze di Padova?

«Abbiamo preferito muoverci poco. Dovevamo tornare a Napoli in famiglia, ma la positività di un parente ci ha indotto a restare qui. Abito ad Abano dove mi trovo benissimo, c’è tanto verde ed è l’ideale per i miei due bimbi. Con Gigio abbiamo fatto solo una passeggiata per Abano, per il resto gli ho cucinato gli spaghetti alle vongole, la mia specialità». —



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