«Eravamo con la testa libera, così abbiamo vinto»

Cuttini spiega l’impresa della sua pazza Kioene contro Piacenza di “Mister Secolo”: «Siamo rimasti sempre nel match»

Diego Zilio/ PADOVA

E quindi è proprio vero: questa pazza Kioene Padova dà il suo meglio nelle missioni impossibili. Fallosa con Ravenna, semplicemente brutta a Taranto, negli scontri diretti non ha certo entusiasmato. Ma poi è andata a vincere a Trento, in casa del sestetto che in quel momento guidava la Superlega di volley, e si è ripetuta con la Gas Sales Piacenza di “Mister Secolo” Bernardi, squadra che, per profondità della rosa, ha poche rivali in questo torneo. Mostrando non solo di non avere timori reverenziali, ma anche un enorme carattere. Quello che le ha consentito di issarsi al sesto posto in classifica e, quel che più conta, di raggranellare sette preziosissime lunghezze di margine sulla zona retrocessione.


«Cosa mi è piaciuto di più della vittoria? Direi il modo in cui i ragazzi hanno saputo rimanere lì, proprio come era successo con Trento», rimarca un soddisfatto coach Jacopo Cuttini. «Nel briefing pre-partita lo avevo detto: Piacenza ci metterà in difficoltà con la battuta e in certe situazioni d’attacco, ma noi dovremo essere sempre aggressivi e prenderci i nostri rischi, senza aver paura di sbagliare, perché questo è l’unico modo per provare a dire la nostra. E poi ho ricordato loro che noi dobbiamo giocare sempre con la testa libera e lasciare andare il braccio. Lo hanno fatto». La chiave del match è nella rimonta del quarto set: sotto due set a uno e 12-6 nel punteggio, la gara sembrava pacificamente nelle mani di Brizard e compagni. «Quello che è successo nel quarto set è stato semplicemente meraviglioso», conferma il tecnico della Kioene. «A quel punto avremmo anche potuto essere appagati, invece i ragazzi hanno avuto coraggio». Fra i protagonisti, assieme a Bottolo e Vitelli, l’opposto tedesco Linus Weber, capace di chiudere la sua prova con 24 punti, fra cui tre pesantissimi ace e altrettanti muri, con un ottimo 50% di positività in attacco. «Siamo stati in partita anche nei primi due set, che pure abbiamo perso», ha rimarcato “Lino”, come lo chiamano affettuosamente i tifosi. «In quei due primi parziali entrambe le squadre hanno giocato molto bene e nei momenti importanti la maggiore esperienza di Piacenza ha fatto la differenza. Sotto 2-0 non avevamo niente da perdere e ci siamo presi rischi. Ci abbiamo creduto fino alla fine ed è andata bene. Sono orgoglioso di fare parte di questa squadra».

Occorrerà provare a ripetersi anche domani. Già, perché si torna subito sotto rete, alle 20.30, all’Arena di Monza. Sulla carta, un’altra mission impossible… —

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Mapelli, rettrice dell'università di Padova: ecco i due nostri progettti in area Piovego

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi