Così il Biancoscudo ha ripreso il suo Ceravolo «Mi fanno sentire bene, ora ripago la fiducia»

Il bomber del Padova dopo la convincente vittoria di Piacenza: «La testa è tutto, il secondo gol è il nostro manifesto»

/ padova

Il Padova che torna a volare ha le ali esperte e temprate di Fabio Ceravolo. Se qualcuno avesse ancora avuto un minimo dubbio, la risposta ormai è chiara: sì, i biancoscudati sono riusciti a trovare il bomber che inseguivano da due anni. Con la rete realizzata contro il Piacenza l’attaccante calabrese è salito al secondo posto in classifica cannonieri a quota sette. Ma c’è di più. L’assist regalato a Jelenic per il tris è il suo quinto in questo inizio di stagione. Mai in carriera era stato così “generoso” nei confronti dei compagni di squadra. Sette gol più cinque assist, praticamente Ceravolo ha messo lo zampino nella metà dei gol realizzati in questo momento dal Padova (28), soprattutto se si considera che il centravanti è arrivato il giorno dopo la vittoria all’esordio per 3-0 contro il Renate. Ceravolo vale da solo mezzo attacco e anche gli scettici sono serviti, specie quelli che troppo frettolosamente gli avevano dato del “bollito” dopo le due stagioni incolore con la Cremonese. «Nel calcio credo che la testa sia tutto», sorride Ceravolo. «Non è una questione di giocare o meno. È una questione di sentirsi parte di un gruppo. Quando ti fanno sentire importante rendi meglio e ripaghi la fiducia in campo. Io ho avvertito questa sensazione fin dal primo giorno in cui ho messo piede a Padova, sono molto felice e voglio continuare così».


Si è posto un obiettivo di gol da raggiungere?

«No, voglio segnare il più possibile, 15 o 20 cambia poco, l’importante è che siano decisivi per permettere alla squadra di raggiungere il traguardo».

Un traguardo che si è fatto più vicino dopo una domenica positiva, non solo per il convincente ritorno alla vittoria del Padova, ma anche per il pareggio del Sudtirol che ha ridotto a sette il gap di distanza dagli altoatesini con una partita ancora da recuperare.

«Non è una nostra ossessione guardare i risultati del Sudtirol. Facciamo la corsa solo su noi stessi per provare a vincere sempre. I punti che abbiamo lasciato per strada finora sono stati colpa solo di nostre disattenzioni e non ha senso guardare la classifica. Gli altoatesini stanno disputando un gran campionato ma noi siamo convinti che alla lunga potremo arrivare in alto».

Cos’è cambiato in due settimane dopo la prova opaca di Mantova?

«Questa volta non ci siamo accontentati del vantaggio, siamo riusciti a raddoppiare e abbiamo gestito bene la ripresa. Il gol subito è l’ennesima dimostrazione che ci colpiscono alla prima palla buona, ma fortunatamente è stato ininfluente. Sono felice perché abbiamo dato una risposta convincente, siamo statici cinici e la splendida azione del secondo gol è il manifesto della squadra che siamo».

Domani c’è la Coppa. Impegno di prestigio o scocciatura in un momento decisivo del campionato?

«Ci teniamo molto e vogliamo far bene anche in Coppa. Siamo un gruppo numeroso, praticamente possiamo contare su due squadre e siamo stati costruiti per dare il meglio in entrambe le competizioni. Da qui a Natale si apre un mini torneo e vogliamo raccoglie il massimo».

La rosa, tra l’altro, si è arricchita di un gradito ritorno, quello del centravanti Cissè, riapparso in campo domenica dopo nove mesi di stop. Come l’ha visto?

«Lo conosco dai tempi di Benevento e sono felice per lui perché so quanto ha sofferto in questo periodo. Ha già il piglio giusto, ci darà una grande mano». —

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