Weekend da tifo ovale fra Treviso e Padova culla della nuova Italia Uruguay al Plebiscito

Presentato il secondo incontro della “A” poi la Romania Innocenti: «Torneremo all’Euganeo per i grandi eventi»

Fabrizio Zupo / PADOVA

Un menu ricco arrivato per sottrazione (le difficoltà delle società di calcio a concedere gli stadi) ma ora il Veneto o «Tutto il nordest» come ha sottolineato Marzio Innocenti, presidente Fir che gioca in casa, rischia di fare un’indigestione di rugby azzurro dopo un paio d’anni di stasi sportiva. Sabato l’Under 18 contro l’Irlanda a Treviso (gratis alle 14. 30) mentre in Spagna (16. 45) rivive l’Italia “A” come serbatoio di concorrenza alla Maggiore fatto da chi in franchigia non ha ancora assaporato l’azzurro e dal meglio, o se volete dai singoli talenti in emersione, dal Top 10 e sicuramente chance per gli eleggibili di vincolarsi primo del cambio delle regole il 31 dicembre.


Ma dopo lo show all’Olimpico con gli All Blacks, si torna in Veneto per un week-end ghiotto per il tifo ovale: sabato 13 l’ormai tutto esaurito match Italia-Argentina al Monigo e domenica 14 al Plebiscito fra Italia A e Uruguay. Ed è sfida anche di pubblico. Perché lo stadio di Mortise ha capienza doppia rispetto al Monigo e certo l’ospite di rango gioca a Treviso, ma la voglia di rugby in città è tanta ed è qui che la Fir viene a riempire gli spalti pure con l’Under 20 e la Femminile quando c’è bisogno.

Diego Bonavina, assessore allo sport, felice del ritorno del rugby a Padova stabilisce la strategia: «Apriamo la tribuna Est, se si riempie si apre anche la Ovest e allora oltre al parcheggio sotto lo stadio si potrà usufruire di quello al capolinea del tram (Pontevigodarzere) a 300 metri dal campo». Prezzi popolari (10 € posto unico, 1 euro per gli under 14 per fissare la prenotazione.

Perché siamo ancora sotto le norme Covid e tutte i biglietti hanno un nome: «Dal 2 novembre si comprano sul sito del Petrarca (www. petrarcarugby. it) – spiega Vittorio Munari dg della società della Guizza – poi resterà alla fine anche la possibilità del tagliando cartaceo».

Fra l’altro due sere prima al Plebiscito si gioca il derby contro Rovigo e quindi dal venerdì si cala un tris ovale.

E c’è poi la questione della capienza al 75% che regge ancora, ma se il 12 novembre all’Olimpico l’Italia del calcio si gioca il mondiale e vuole il 100% di pubblico, allora la deroga varrà per tutte le Nazionali. A partire dal 13.

Alle porte aperte di Bonavina «Non me la sono sentita di ospitare il rugby all’Euganeo con i lavori in corso, ma l’anno prossimo sì» ha risposto Innocenti: «Quello stadio è la prima scelta per gli eventi (oltre a Roma) e ci torneremo.

Devo registrare che abbiamo avuto dei problemi ad essere accolti in giro per l’Italia negli stadi gestiti dai club. Voglio ricordare che la Fir garantisce in 24 ore il ripristino del manto erboso e che in occasione di un 6 Nazioni all’Olimpico, il giorno prima di una Roma-Real di Champions non ci fu alcun problema. Allora abbiamo deciso di tornare alle origini del nostro pubblico, Treviso e Parma, dove giocano le franchigie. Qui a Padova ho trovato un Plebiscito con un prato perfetto».

Respinti dal calcio e poi con un forfait di Tonga all’Uruguay ecco che si forma la tre giorni più ovale di sempre. Ma l’Italia A che progetto è?, potrebbe diventare di lunga durata, addirittura un ritorno al Fira dove per decenni la Francia ha tenuto il suo vivaio, vincendo e battendo sempre (fuorché l’ultima volta nel 1997 l’Italia) e tenendo a distanza le nazionali fuori dall’Olimpo? «Beh potrebbe essere» chiosa Innocenti «Intanto alla presentazione del progetto A in un a riunione del 6 Nazioni, si sono dichiarate interessate Scozia e Galles. Ma noi andiamo avanti, perché in questo momento abbiamo 62 giocatori. Ho visto ragazzi del Top 10 giocare con dei mezzi fisici che possono far concorrenza a chiunque. Ora hanno una chance di passaggio graduale, prima andavano allo sbaraglio».

E si scopre che dopo Spagna e Uruguay la A giocherà in Sicilia sabato 18 dicembre contro la Romania (sarà la volta di Halafili?) come rivela Franco Smith ex ct azzurro chiamato a formare le truppe per Crowley passando per la A di Troncon, ma che risolse il problema dell’Under 20 talentuosa promuovendola tutta nei senior e molti di quelli sono venuti fuori (Cannone sr. , Garbisi, Mori, Lamaro): «La mia Italia nel 6 Nazioni ha fatto 47 azioni nei 22 e segnato 3 mete. Noi stiamo facendo un gruppo ampio dove gli Under 24 sono la maggioranza e ciò significa il futuro per i prossimi 10 anni». ––

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