Lamaro nuovo skipper: «All Blacks? Conta la prestazione»

Da ragazzino il mito del numero 7 Richie McCaw ma all’Olimpico giocherà contro il suo erede Cane «Sarò un capitano di esempio sul campo e non di parola»

VERONA

All’ottavo cap azzurro, 23 anni lo scorso giugno, Michele Lamaro ha anticipato ufficialmente il suo debutto con la fascia di capitano ieri mattina nell’evento che World Rugby ha inscenato in diretta streaming con gli altri “colleghi” del Sei Nazioni per presentare un lunghissimo mese di test-match chiamate ora Autumn series e che vedono l’approdo in Europa delle potenze dell’emisfero Sud.


E le novità erano due, la sua, e quella di Antoine Dupont all’esordio da capitano della Francia.

Verona è in questo momento il centro nervoso Azzurro: sono in raduno 62 giocatori, 34 della Maggiore e il resto della rinata Italia A. Gente che gioca insieme in franchigia: «Ma qui siamo divisi, diversi orari di allenamento, diversi alberghi e anche palestre. Ma è chiaro che domenica dopo la partita in Spagna, qualcuno della A si aggregherà a noi per Roma» svela Lamaro, capitano delle squadre in cui gioca da quanto era under 9, ora in coabitazione alla Benetton con Duvenage. Un predestinato forse, un pronosticato di certo, come svela la lettera aperta che il suo allenatore Bortolami ha scritto, riconoscendo in Michele il Marco che a 22 anni proprio in Nuova Zelanda venne fatto capitano da Kirwan. Che gli augura di essere leader: «Ma guidare fa la differenza se fatto con generosità e non per egoismo o narcisismo».

«Sarò capitano più di esempio che di parole» ha detto ieri Lamaro in conferenza «E studierò gli arbitri designati per capire quali sono i focus del gioco in cui sono più attenti». Lui numero 7 che da ragazzino idolatrava come molti Richie McCaw, il “sette” più forte della storia, troverà in campo dal primo minuto Sam Cane l’erede designato alla maglia 7 e “istruito” dal flanker neozelandese e ora nuovo capitano All Blacks al rientro sabato scorso contro gli Usa dopo un lunghissimo infortunio.

Cane che a 19 anni a Padova vinse il mondiale U.20 e venne premiato come migliore giocatore del torneo. Un altro predestinato.

Lamaro passato per Padova (scudetto 2018 con il Petrarca), un infortunio che l’ha tenuto fuori dalla Benetton a lungo, è leader con capacità di attacco da open flanker e però di placcaggio certo e sicuro.

«È stato un anno difficile questo per il rugby» afferma «di ritorno dal Covid e il ritorno del pubblico è stato incredibile». Raccoglie sorridente l’invito di chiedere al suo compagno di club Chaparro consigli, lui che da Pumas ha vinto contro Barrett e soci: «Gli All Blacks sono inarrivabili. Contro di loro conterà la prestazione e non il risultato. Come stai in campo. Non siamo gli Usa. Poi avremo l’Argentina altra potenza del Championship», in cui incontrerà il compagno Gallo. «E poi dovremmo far bene a Parma contro l’Uruguay».––





2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Cherchi: ex della Mala del Brenta invecchiati ma ancora molto pericolosi

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi