Test per le ambizioni del Milan Il Toro già vede rosso(nero)

Pioli ha il dubbio Ibrahimovic-Giroud, Juric dovrà scegliere tra Sanabria e Belotti





La vetta e il decollo. Milan e Toro escono dall’ultima tappa di campionato con un po’ di fiatone, ma con ambizioni rinnovate e rinforzate: in testa i rossoneri, in rampa di lancio i granata. Così l’incrocio di San Siro di questa sera non può che assumere il significato di prova d’esame per due squadre in cerca di uno scatto d’autore.

Stefano Pioli, architetto milanista, si trova tra le mani un gruppo capace di soffrire e di risalire la corrente all’interno della stessa partita: il duello con il Verona e quello di Bologna hanno visto il Milan andare sotto o farsi recuperare, ma, alla fine, il verdetto è stato pieno di sorrisi. Ai primi della classe in coabitazione con il Napoli manca un po’ di fluidità nelle trame e un pizzico di attenzione in difesa, ma non la convinzione di essere una corazzata forte e credibile. «Abbiamo sbagliato solo la gara con il Porto in Champions, per il resto – racconta Pioli – siamo sempre stati noi stessi. I troppi gol subiti nelle ultime gare? Serve più attenzione...». Il Milan vede l’infermeria meno pieno con Kessié e Theo Hernandez recuperati, ma Rebic, Maignan, Florenzi, Brahim Diaz e Messias ancora fuori dai giochi. E il Milan, per giocarsela fino in fondo, «deve provare a vincerle tutte con le squadre meno forti perché – così il tecnico rossonero – con la grandi è normale prendere o perdere punti».

Il Toro è meno forte, ma non per questo meno ambizioso. E se Pioli è alle prese con il dubbio Ibrahimovic-Giroud, Ivan Juric, allenatore granata, deve scegliere il suo centravanti per la notte di San Siro: Belotti insidia Sanabria dopo aver dimostrato contro il Genoa di essersi messo alle spalle la lunga degenza per infortunio. «Il Gallo sta bene, in mezz’ora mi ha fatto vedere come può essere utile e che i problemi fisici sono spariti. Adesso gli serve solo un po’ di tempo per tornare al 100 per cento. Il suo futuro? Basta speculazioni, Andrea (Belotti, ndr) resterà con noi fino a giugno quando ci guarderemo negli occhi per capire cosa fare: solo allora prenderà una decisione al termine di quella che, per lui, sarà una grande stagione», così Juric.

San Siro darà una scossa di adrenalina ai suoi ragazzi e, per i giovani o gli stranieri del Toro, rappresenterà un punto di svolta: vivere una serata di gala come quella di questa sera arricchirà Singo e soci in esperienza e abilità ad interpretare il ruolo dentro ambienti carichi di suggestione. Juric chiede un atteggiamento già visto contro Juve e Napoli e, per un attimo, esce dal contesto della vigilia. «Cosa mi aspetto dal mercato di gennaio? In estate – dice – abbiamo avuto poco coraggio, spero che ne avremo di più per non sprecare un’occasione importante...».

Coraggio? Forse il riferimento del tecnico croato è alla mancata partenza di quei giocatori ritenuti non indispensabili, da Baselli a Verdi passando per Rincon o Zaza perché nella sua rosa ideale ci devono essere diciotto, diciannove elementi più quattro o cinque ragazzi da crescere. Di sicuro parlare, oggi, di mercato è un esercizio fuori tempo e contesto: dall’ultimo mercato sono arrivate, per Juric, le soluzioni che gli stanno permettendo di affrontare la stagione dando un senso al suo progetto. —



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