Ferrara: «Camminando insieme a me scoprirete il Veneto»

L’istruttrice Coni è di Codevigo e promuove questa tecnica di movimento aerobico dai tanti benefici: «Organizzo percorsi a sfondo culturale, e non solo...»

Martina Masiero / CODEVIGO

«Sentivo la necessità di far conoscere alle persone i luoghi del territorio in cui sono cresciuta da bambina e che a me emozionano. In onore a mio padre, che è stato amministratore dell’Oasi Naturalistica Valle Millecampi di Codevigo, nel 2015 sono diventata istruttrice Coni di Nordic Walking e ho creato l’Associazione Nordic Walking Natura tra Padova e Venezia», racconta Barbara Ferrara, nata a Padova e cresciuta a Conche di Codevigo.


Sarebbe riduttivo paragonare il Nordic Walking ad una semplice camminata?

«Il Nordic Walking può essere considerato una delle attività sportive più complete, perché adottando una tecnica corretta fa lavorare il 90% della muscolatura. Rispetto la semplice camminata fa consumare il doppio delle calorie. Incrementa l'ossigenazione, effettua un efficace lavoro cardiocircolatorio e mantiene in esercizio quattro delle cinque forme principali di sollecitazione motoria: resistenza, forza, mobilità e coordinazione. Spesso viene promosso come sport rieducativo per chi ha subito infortuni, scioglie tensioni cervicali, molti oncologi lo consigliano a donne che si sono operate di tumore al seno perché rinforza la parte alta del busto. A livello psicologico, ossigenando le cellule, elimina gli ormoni dello stress ed è uno stimolo contro la depressione».

Lei basa le sue uscite in luoghi tra la provincia di Padova e Venezia che molti non hanno nemmeno mai sentito nominare, è così?

«I percorsi che organizzo sono a sfondo culturale, oltre che ovviamente sportivo: le ultime escursioni sono state all’Orto Botanico di Padova, a Sottomarina con il percorso della laguna Lusenzo, ad Arquà Petrarca, a Pellestrina, alle isole di Venezia, all’Oasi Cà di Mezzo e della Valle Millecampi, a Codevigo. Mi piace coinvolgere i produttori locali di prodotti tipici durante le mie marce: dal vino, al radicchio, agli asparagi fino alla mozzarella di bufala… Quindi li definirei anche enogastronomici!».

Per diventare un nordic walker cos’è necessario?

«E’ fondamentale imparare o meglio re-imparare a camminare; con un corso di sei lezioni, insegno alle persone a camminare in maniera corretta: la giusta posizione dei piedi, la rollata tallone-alluce e l’impugnatura corretta del guantino del bastoncino rieducano la postura. Poi si può prendere parte alle attività di gruppo. Per quanto riguarda l'attrezzatura, prediligo un bastone con il manipolo di materiale antiallergico, ultraleggero e soprattutto telescopico, cioè allungabile, proprio per poter modulare la camminata in base al suolo in cui ci si trova. Il guantino è incorporato al bastone e serve a maneggiare e pompare la camminata».

Si può definire sport di squadra, anche se ognuno cammina con le proprie forze?

«E’ uno sport di forte socializzazione: è impossibile non creare gruppo». —

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