Il Cencelli per Danzi e Pavan: «Ma non c’è rivalità»

La regia del Cittadella sempre in ballottaggio. L’ex Hellas: «Lui ha più fisicità, ci devo lavorare. La Spal? Io sono pronto»

/ CITTADELLA

Torna il campionato e si ripropone il ballottaggio fra Andrea Danzi e Nicola Pavan per la cabina di regia del Cittadella. Chi dirigerà il traffico con la Spal? Finora il tecnico del Cittadella Edoardo Gorini li ha “dosati” con una cura da vecchio manuale Cencelli: 353’ trascorsi in campo dal primo, che è stato titolare in cinque partite di campionato, 356’ per il secondo, partito meno volte dal primo minuto (solo tre, e in una gara i due hanno coabitato), ma utilizzato in tutte e sette le giornate. Insomma, una gerarchia definita in assoluto ancora non c’è, con Danzi che garantisce qualcosa di più nel palleggio e Pavan più quotato sul piano atletico e nella fase di schermo. «Fra noi non c’è alcuna rivalità, e non credo cambi nemmeno tanto se gioco io o lui, perché i compiti sono gli stessi», afferma Danzi, nel giorno della ripresa degli allenamenti al Tombolato dopo la pausa lunga tra domenica e lunedì. «Se devo indicare una differenza, dico che sì, forse lui ha più fisicità di me, un aspetto su cui devo lavorare».


A proposito di lavoro, con il Frosinone lei è uscito anzitempo per un problema alla caviglia sinistra: come sta adesso?

«Ho approfittato della settimana di sosta per curarmi e recuperare. Vediamo come procede in questi giorni, ma per la sfida di domenica dovrei esserci».

Che incontro si aspetta?

«Con la Spal non sarà diversa dalle altre partite. Intendo dire che sarà difficile, perché è una squadra forte, ma quale non lo è? Questo campionato è particolare, succede che formazioni che non dai per favorite vincano in casa delle grandi. C’è da aspettarsi di tutto, e lo dimostra il Pisa al comando: in pochi se lo sarebbero immaginati lassù. E comunque la classifica è ancora molto corta, nel giro di due partite ti puoi trovare dalla zona playout ai playoff».

E cosa fa la differenza?

«Conta molto la voglia di arrivare all’obiettivo, e noi ne abbiamo tanta. Dobbiamo giocare da Cittadella, come abbiamo fatto sinora, ma limitando gli errori, quelle sbavature che ci sono costate diversi gol e che hanno fatto sì che raccogliessimo un po’ meno di quello che meritavamo. Ma io, quando ho firmato per questa società, sapevo in quale realtà sarei arrivato. In campo ho trovato la squadra aggressiva che mi aspettavo. Una squadra che mi piace».

È arrivato con il compito di rimpiazzare Iori, che è il primo a dire che è giusto lasciarle spazio. Immaginiamo non si sia messo a darle consigli, se l’ha incontrato.

«Infatti. L’ho incrociato un paio di volte e abbiamo parlato, ma più che altro della sua esperienza alla Primavera». —

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