È il Trento, sembra il Padova Sono 8 gli ex verso l’Euganeo condotti da mister Parlato

/ PADOVA

Praticamente sarà un derby, perché raramente si erano viste tante facce note in una volta sola. Domenica all’Euganeo torna la sfida tra Padova e Trento che in campionato manca da 34 anni. I gialloblù sono risaliti da un lungo oblio grazie a due promozioni consecutive che portano la firma di un nutrito gruppo di ex biancoscudati. Sono otto, quasi una squadra intera. Il volto più noto è quello di Carmine Parlato. Il tecnico campano è un padovano d’adozione visto che da 30 anni vive nella città del Santo dopo averci giocato da giovanissimo. Molto più fortunata la sua parentesi d’allenatore, quando nel 2014/15 guidò la squadra, reduce dal fallimento sportivo, all’immediato ritorno in C. L’anno successivo gli fu fatale la prima crisi che costò l’esonero a novembre, accompagnato dall’etichetta di “specialista della Serie D”. Più che specialista, un vero mago, visto che in 15 anni di panchine Parlato ha vinto cinque campionati. Ma in questa stagione sta dimostrando che può rendere anche in C.


A Trento, non potrebbe essere altrimenti, c’è anche Matteo Dionisi, il terzino classe 1985 che ha condiviso con Parlato quattro campionati vinti. Tra questo anche quello di Padova, dove si è rivelato pedina fondamentale e uomo spogliatoio anche nella successiva annata di Serie C. Di sicuro un’esperienza più felice di quella vissuta dal compagno Filippo Carini, 31enne difensore centrale, che a Padova arrivò proprio l’anno del fallimento. Per lui 29 presenze e l’amarezza della retrocessione.

In quella stagione c’era anche Willy Osuji che a Trento sta vivendo una delle sue mille avventure. Il mediano nigeriano arrivò a Padova a 21 anni dopo essere esploso nel Varese di Sogliano. Prodotto del vivaio del Milan, sembrava un predestinato. Qualcosa non funzionò, quella stagione con Dal Canto fu relegato ai margini, l’anno dopo andò meglio in prestito al Modena, ma tornato a Padova rimase anche lui invischiato in retrocessione e fallimento. Quindi una lunga discesa che l’ha portato in Serie D, da dove è risalito con il Trento. Che disastro quella stagione di Penocchio, nelle giovanili c’era un centrocampista di talento come Carlo Caporali, rimasto svincolato dal fallimento. A Trento ha trovato il posto giusto. Completa il reparto mediano Gabriel Nunes, che a Padova ha giocato solo due spezzoni nei playoff 2020, ma deve molto ai biancoscudati. Con Mandorlini si è rimesso in piedi dopo più di un anno di inattività, non ha strappato il rinnovo ma è stato uno dei protagonisti del trionfo del Trento.

Infine l’attacco. All’Euganeo non ci sarà Matteo Chinellato perché squalificato. Peccato, avrebbe voluto mettersi in mostra per cancellare il ricordo di due mezze stagioni così così con Bisoli. Quindi, con Cristian Pasquato si torna al punto di partenza. Padovano di Vigonza, cresciuto da enfant prodige nella Juve, tornò a Padova come stella nel 2013. Il fallimento fu una mazzata anche per lui, nel più classico dei “nemo profeta in patria”. Ma in Serie C ha dimostrato di saper fare la differenza. —

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

L'ingloriosa fine dei mitici capannoni del Nordest: il videoracconto

Torta di grano saraceno con mirtilli e mele

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi